• Ilaria Introzzi

Il nuovo vocabolario dell'arte è scritto dalle gallerie emergenti (e non) di MIART


Martina Simeti Galley // Ph. Ilaria Introzzi


E come Emergente. Mai come in questi giorni della Milano Art Week questa parola è venuta a galla, si perdoni il gioco di parole. Ed è scandita soprattutto in uno degli eventi dove negli ultimi anni (e qui il Covid non c’entra) è stata un po’ trascurata. Un po’ per mancanza di savoir faire, un po’ perché in mancanza di un mercato sano, si è data importanza quasi esclusivamente a un’altra parola che inizia per e: established. Specialmente a MIART. IL 2022, invece, pare sia proprio l’anno, almeno per quanto riguarda la kermesse, dove i vecchi ma buoni/ottimi/iconici e i giovani promettenti se la battono ad armi pari. Ed è una gioia, soprattutto per gli occhi. Merci ad Attilia Fattori Franchini, curatrice indipendente e scrittrice con base a Vienna, alla quale quest’anno sono state affidate le redini relative alla sezione Emergent della fiera d’arte moderna e contemporanea appena conclusasi. Fattori Franchini ha svolto un lavoro di ricerca accurato, assicurandosi non solo nomi interessanti a livello di gallerie ma anche di artisti rappresentati dalle stesse.


E as Emerging. Never as in these days of Milan Art Week has this word surfaced, forgive the pun. And it is especially marked in one of the events where in recent years (and here Covid is not involved) it has been a bit neglected. Partly due to a lack of savoir faire, partly because in the absence of a healthy market, importance has been given almost exclusively to another word that begins with e: established. Especially at MIART. 2022, on the other hand, seems to be the year, at least as far as the event is concerned, where the old but good/excellent/iconic and promising young people fight on equal terms. And it is a joy, especially for the eyes. Merci to Attilia Fattori Franchini, independent curator and writer based in Vienna, who this year was entrusted with the reins of the Emergent section of the modern and contemporary art fair that has just ended. Fattori Franchini has carried out a careful research work, ensuring not only interesting names at the level of galleries but also of artists represented by them.

Fitzpatrick Gallery (Paris) + Octagon (Milano) // Ph. Ilaria Introzzi


Fitzpatrick Gallery + Octagon arrivano a MIART con lavori, interessanti, tra gli altri, di Jacopo Mazzetti, Antonia Brown (sublime la sua opera Three Women I in organza, ferro, ali di farfalla e pittura a olio) e Sergio Sarri, la cui personale è appena terminata proprio nella sede della galleria parigina. A proposito di Paris, sans titre (2016) riporta in mostra le tele e i disegni esotici di Ezio Gribaudo e le sculture di Alicia Adamerovich, vincendo il premio LCA Prize for Emergent, assegnato proprio da Attilia Fattori Franchini. Notevole è la proposta di Martina Simeti, galleria di Milano, la quale propone diversi nomi, tutti artisti con background diversi, da Curtis Talwst Santiago e la sua profonda rivisitazione del mondo all’interno di una vecchia scatola di gioielli e i disegni di Costanza Candeloro, senza dimenticare l’avanguardia di Davide Stucchi. Tre nome di giovani istituzioni all’interno di un corpus ben nutrito di contenuti realmente contemporanei, un altro vocabolo che si stava abbandonando. Da Fanta - MLN, passando per LC-QUISSER, con base a Tiblisi.


Fitzpatrick Gallery + Octagon arrive at MIART with works, interesting, among others, by Jacopo Mazzetti, Antonia Brown (sublime is her work Three Women I in organza, iron, butterfly wings and oil painting) and Sergio Sarri, whose personal it has just finished right in the headquarters of the Parisian gallery. Speaking of Paris, sans titre (2016) shows the exotic paintings and drawings by Ezio Gribaudo and the sculptures of Alicia Adamerovich, winning the LCA Prize for Emergent, awarded by Attilia Fattori Franchini. Remarkable is the proposal by Martina Simeti, gallery in Milan, which proposes different names, all artists with different backgrounds, from Curtis Talwst Santiago and her profound reinterpretation of the world inside an old jewelry box and the drawings of Costanza Candeloro, without forgetting the avant-garde of Davide Stucchi. Three names of young institutions within a well-fed corpus of truly contemporary content, another word that was being abandoned. From Fanta - MLN, passing through LC-QUISSER, based in Tbilisi.

sans titre (2016) // Ph. Ilaria Introzzi


La freschezza della sezione Emergent di MIART - dove, per altro, c’era un ricco pubblico di giovani collezionisti, ed è un aspetto da non trascurare per un mercato che tenta di riprendersi dopo anni non facili - si è sentita fino a quella delle gallerie già note, con un passato importante, attinenti all’area Established. Da quelle storiche a quelle giovani ma ben avviate. Come LOOM che si appresta a inaugurare la nuova sede in Piazza Luigi di Savoia 24, con una personale dedicata a Paul Gees, il quale era presente in fiera con due tele. La ricerca della galleria milanese pare focalizzarsi sulla ricerca e la sorpresa, stupendo con opere di Castellani inedite ai più, certamente, sopratutto, agli spettatori abituati ai lavori più noti, ovvero le sue Superfici. Alessandro Luppi, fondatore dello spazio LABS GALLERY di Bologna, dedica la maggior parte del suo stand ai lavori di Giulia Marchi, artista la cui genesi creativa parte dalla fotografia per poi espandersi in lavori tra intimo e concettuale, come le sculture in marmo rifinite a mano con dettagli in oro.

The freshness of the Emergent section of MIART - where, moreover, there was a rich audience of young collectors, and it is an aspect not to be overlooked for a market that is trying to recover after difficult years - was felt up to that of the galleries already known, with an important past, relating to the Established area. From the historical ones to the young ones but well established. Like LOOM, which is preparing to inaugurate its new headquarters in Piazza Luigi di Savoia 24, with a personal exhibition dedicated to Paul Gees, who was present at the fair with two canvases. The research of the Milanese gallery seems to focus on research and surprise, wonderful with works by Castellani unpublished to most, certainly, above all, to spectators accustomed to the most famous works, namely his Surfaces. Alessandro Luppi, founder of the LABS GALLERY space in Bologna, dedicates most of his stand to the works of Giulia Marchi, an artist whose creative genesis starts from photography and then expands into works between intimate and conceptual, such as hand-finished marble sculptures with gold details.


Emergere non solo come idea del “far venire fuori”, ma anche come urgenza nel proporre opere che vanno al di là del banale, con le dovute eccezioni, ed è bello che a farlo siano soprattutto gallerie (e artisti) giovani, gradite sorprese oggi e speranze per il futuro. Questo è essere contemporanei.


To emerge not only as an idea of ​​"bringing out", but also as an urgency in proposing works that go beyond the banal, with the due exceptions, and it is nice that it is above all young galleries (and artists) who do so, welcome surprises today and hopes for the future. That’s the meaning of being contemporary.


LABS GALLERY // Ph. Ilaria Introzzi