• Ilaria Introzzi

La moda democratica non esiste (forse)



AZ Factory by Alber Elbaz



Moda democratica? A quanto pare non c’è problema. Basta far risorgere dalle ceneri uno dei più grandi designer degli ultimi tempi: Alber Elbaz, il quale ha debuttato martedì 28 gennaio con la sua nuova linea AZ Factory. Il talento marocchino (nasce a Casablanca nel 1961 per poi trasferirsi a Parigi), direttore creativo di Lanvin per 14 anni, sceglie la cornice e il contesto storico della settimana dedicata all’Alta Moda per presentare un nuovo concetto di abbigliamento. Inedito perché difficilmente un designer con il suo cv e un sistema, quello del lusso, a cui lui ha sempre aderito, decidono di cambiare rotta e di allargare la forbice di vendita a una popolazione femminile più larga, si spera per lui e il suo team, di quella protagonista in termini di shopping dell’Haute Couture. Si contano appena 2000 donne. Numero in più numero in meno.

Democratic fashion? Apparently there is no problem. It is enough to raise from the ashes one of the greatest designers of recent times: Alber Elbaz, who debuted on Tuesday 28 January with his new AZ Factory line. The moroccan talent (born in Casablanca in 1961 and then moved to Paris), creative director of Lanvin for 14 years, chooses the setting and historical context of the week dedicated to haute couture to present a new concept of clothing. Unpublished because hardly a designer with his cv and a system, that of luxury, to which he has always adhered, decide to change course and widen the sales range to a wider female population, hopefully for him and his team , of that protagonist in terms of Haute Couture shopping. There are just 2000 women. Number more number less.


AZ Factory by Alber Elbaz



AZ Factory, finanziata paradossalmente da uno dei gruppi moda del lusso che più lusso non si può, lo svizzero Richemont, è un atelier in cui parole come sartorialità e tecnologia interagiscono in modo equilibrato per creare collezioni in cui materiali, stile, proporzioni e gioco creativo, diventano abiti alla portata di molte donne. Non solo dal punto di vista economico. Anche la taglia conta: dalla xxs alla 4xl. Nessuna esclusa.

Elbaz è tra gli stilisti più bravi a interpretare gli abiti da cocktail. Come lui nessuno mai? No, però quasi. E così, tra i capi da lui reinterpretati c’è il LBD (Little Black Dress). In generale, spiccano gli abiti tubino, come il rosso Puff Sleeve, con le maniche a sbuffo. E poi c’è il punto di vista del creativo sulla maglietta bianca, realizzata con la AnatoKnit technology, per avvolgere il corpo senza infastidire. Ogni curva, del resto, ha una specifica esigenza.

Semplicità. Non si aspetti di riscontrare sequins, ricambi too much o altri ornamenti che Adolf Loos siterebbe orribili e vecchi. Furbo Elbaz a presentare durante l’Alta Moda, il periodo in cui l’opulenza viene enfatizzata al massimo. In mezzo a tutto ciò, il lancio (spiegato anche sul sito della nuova maison con un video) di AZ Factory non è passato in osservato. Anche per la dichiarazione dei prezzi, a partire dai 250 euro.


AZ Factory, paradoxically financed by one of the most luxurious luxury fashion groups, the swiss Richemont, is an atelier in which words such as tailoring and technology interact in a balanced way to create collections in which materials, style, proportions and creative play , become clothes within the reach of many women. Not just from an economic point of view. Size also matters: from xxs to 4xl. None excluded.

Elbaz is one of the best designers at interpreting cocktail dresses. Nobody like him ever? No, but almost. And so, among the garments he reinterpreted is the LBD (Little Black Dress). In general, sheath dresses stand out, like the red Puff Sleeve, with puff sleeves. And then there is the creative point of view on the white t-shirt, made with AnatoKnit technology, to wrap the body without annoying. After all, each curve has a specific need.

Simplicity. Don't expect to find sequins, too much spare parts or other adornments that Adolf Loos would look awful and old. Smart Elbaz to present during Haute Couture, the period in which opulence is emphasized to the maximum. In the midst of all this, the launch (also explained on the website of the new maison with a video) of AZ Factory did not go unnoticed. Also for the declaration of prices, starting from 250 euros.

AZ Factory by Alber Elbaz



Moda democratica o un altro modo di definire il prêt-à-porter? Il dibattito è certamente aperto. Fast fashion a parte, che non dovrebbe nemmeno essere più presa in considerazione, specialmente se le si accosta la parola democrazia, la moda nuova intesa da Alber Elbaz è semplicemente, e va bene così, la fondazione di un progetto di ready-to-wear più fresco e all’avanguardia degli altri che ancora ristagnano sui loro vecchi fasti. Fatte poche eccezioni (Prada, Margiela e i giapponesi), le maison storiche fanno fatica ad andare oltre la loro eredità faticosamente conquistata negli anni. E così non riescono a evolversi. Paradossalmente Elbaz, che non ne poteva più di un certo sistema produttivo-commericale-marketing a cui doveva sottostare ai tempi di Lanvin, ha colto al balzo l’occasione per iniziare una seconda vita. Un nuovo brand di moda di lusso, perché di questo si tratta, sperimentale, elegante, e curva friendly. Non democratico, ma diverso, più aperto. Gli fanno eco Dolce&Gabbana, Jaquemus e molti altri, ma nessuno li ha mai definiti democratici.


Democratic fashion or another way of defining prêt-à-porter? The debate is certainly open. Fast fashion aside, which shouldn't even be taken into consideration anymore, especially if the word democracy is approached, the new fashion understood by Alber Elbaz is simply, and that's okay, the foundation of a ready-to-wear project fresher and more avant-garde than the others who still stagnate on their old glories. With a few exceptions (Prada, Margiela and the Japanese), the historic houses are struggling to go beyond their legacy painstakingly won over the years. And so they fail to evolve. Paradoxically, Elbaz, who could not take more of a certain production-commercial-marketing system to which he had to submit in the days of Lanvin, jumped at the opportunity to start a second life. A new luxury fashion brand, because that's what it is, experimental, elegant, and curve friendly. Not democratic, but different, more open. Dolce & Gabbana, Jaquemus and many others echo them, but no one has ever called them democratic.



AZ Factory by Alber Elbaz



  • Black Icon Instagram
  • Nero Facebook Icon
Copyright © Nouvelle Factory

Web / Graphic design by Annamaria Maisto