• Ilaria Introzzi

"Con il desiderio si può smuovere qualsiasi cosa": Giuseppe Buccinnà racconta la (sua) moda


Giuseppe Buccinnà


Raccogliere esperienze e farne un laboratorio creativo, emotivo e funzionale sotto un unico concetto: moda italiana d’autore. È il percorso di Giuseppe Buccinnà che dalla facoltà d’ingegneria si è trovato ad avere a che fare con la modellistica, il concetto estetico e progettuale di abbigliamento femminile, complesso ed elettrizzante. Nasce così nel 2016 l’eponima realtà che il designer ci racconta via zoom, da Milano.


Collect experiences and make them a creative, emotional and functional laboratory under a single concept: authorial italian fashion. It is the path of Giuseppe Buccinnà who from the engineering faculty found himself dealing with modeling, the aesthetic and design concept of complex and electrifying women's clothing. Thus was born in 2016 the eponymous reality that the designer tells us via zoom, from Milan.

Giuseppe, quando hai pensato di fondare il tuo progetto di moda?


- Durante gli anni di ingegneria avevo già idea di approdare a un mondo differente rispetto a quello. Ma ho seguito quella facoltà di proposito perché l’ho usata come incubatrice di idee e di visioni da portare nella (mia) moda. Anche se non avevo bene chiaro in quale aspetti del settore. Poi, varie esperienze di lavoro mi hanno portato a strutturarmi. Anche la conoscenze di designer piuttosto importanti mi ha permesso di avere una visione abbastanza chiara dello step successivo alla laurea in ingegneria. Da quel momento ho intrapreso studi di modellistica. Conoscere, avere in mano gli strumenti - non soltanto del capo in sé - ma di un’intera collezione. E così Giuseppe Buccinnà nasce nel 2016. -


Giuseppe, when did you think about starting your fashion project?


- During the years of engineering I already had an idea of ​​landing in a different world than that. But I followed that faculty on purpose because I used it as an incubator of ideas and visions to bring into (my) fashion. Although I was not very clear in what aspects of the sector. Then, various work experiences led me to structure myself. Even the knowledge of important designers allowed me to have a fairly clear vision of the step following my engineering degree. Since that time I have undertaken modeling studies. Knowing, having in hand the tools - not only of the garment itself - but of an entire collection. And so Giuseppe Buccinnà was born in 2016. -


Giuseppe Buccinnà


Quale aspetto della modellistica ti appassiona di più?


- Costruire un capo su carta. Anche se mi piace molto il moulage dei francesi, che lavora prima sul corpo e poi su carta. All’Istituto Secoli ho imparato tutto: da come costruire una manica, passando per il materiale, e poi tutto il resto, specialmente per quanto riguarda i tagli, fondamentali per la donna. Capire che dietro qualcosa di estetico c’era anche una funzione per me è stato fondamentale. -


Which aspect of modeling are you most passionate about?


- Building a garment on paper. Although I really like the french moulage, which works first on the body and then on paper. At the Istituto Secoli I learned everything: from how to build a sleeve, passing through the material, and then everything else, especially as regards the cuts, which are fundamental for women. Understanding that behind something aesthetic there was also a function was fundamental for me. -

Ti ricordi il debutto?


- La prima collezione è stata una prova, una sorta di macchina da oleare. Sono indipendente tutt’ora, ma all’epoca era una vera e propria prova. Il 2016 sembra una vita fa. All’epoca il mondo fashion guardava allo street wear. Tutti hanno sviluppato quel mondo lì nelle loro collezioni mentre io andavo già in un’altra direzione. E non trovarmi come loro (le grandi maison, ndr) mi ha permesso di sviluppare al meglio le basi che sono quelle che oggi mi permettono di essere più coerente. Oggi vedo che molte aziende stanno parlando di moda nuovamente con un certo piglio, che io ho sempre mantenuto. Mi ha aiutato molto. Oggi mi sento molto più convinto di quello che faccio. So dove devo andare e a quali incredibili realtà di artigiani rivolgermi per accompagnarmi nel percorso. -


Do you remember the debut?


- The first collection was a test, a kind of oil machine. I am still independent, but at the time it was a real test. 2016 seems like a lifetime ago. At the time, the fashion world looked to street wear. Everyone developed that world there in their collections while I was already going in another direction. And not finding myself like them (the big fashion houses, ed) allowed me to better develop the foundations that are the ones that allow me to be more coherent today. Today I see that many companies are talking about fashion again with a certain flair, which I have always maintained. It helped me a lot. Today I feel much more convinced of what I do. I know where I have to go and which incredible artisans to turn to to accompany me on the journey. -

FT-LAB x Giuseppe Buccinná, modello Sveva


Quali sono queste realtà incredibili?


- Lavoro moltissimo nelle Marche, dall’entroterra alla costa, dove esistono laboratori di qualsiasi tipologia merceologica. Tipo la collezione che presenterò a settembre avrà i suoi confezionisti divisi per ogni specificità per ogni categoria merceologica. -

What are these incredible realities?


- I work a lot in the Marche region, from the hinterland to the coast, where there are workshops of any type of product. Like the collection that I will present in september will have its garment makers divided for each specificity for each product category. -

Nel 2016 era già così?


- No, è avvenuto con il tempo. Con la credibilità e il duro lavoro. -

Was this already the case in 2016?


- No, it happened over time. With credibility and hard work. -


Tra le tue fonti d’ispirazioni c’è l’arte contemporanea. Quali sono gli artisti che segui maggiormente in questo periodo?


- Non cerco mai di fare una collezione attraverso una tendenza. Ciò che vedo lo raccolgo e diventa un filtro delle mie suggestioni, che rielaboro in concetti e poi in abiti nella maniera più minimale possibile, sintetica. Detto ciò, mi sono avvicinato molto ad alcune produzioni che riflettevano su come approcciarci a un periodo “vuoto” (si riferisce alla pandemia, ndr), come un verso di Abbas Kiarostami, regista e autore con una grande visione. Avevo bisogno di questo con il Covid: meno cose urlate, sensibili, che parlassero a stadi più profondi di me stesso. Wolfgang Laib, lo sento da sempre vicino. La raccolta del polline che lui utilizza per realizzare le sue opere mi ha sempre affascinato. Necessita di un tempo enorme. Il lavoro stesso fa parte dell’opera finale. Trovo che poter dilatare così tanto il tempo, oggi a maggior ragione, sia straordinario. Sono lezioni di vita. Cerco un dialogo con loro ecco, di domande e risposte, non di stampe, ricami. È un dialogo più intimo, per me che poi arriva agli altri ed è intrinseco negli abiti, non appare. -


Among your sources of inspiration is contemporary art. What are the artists you follow most in this period?


- I never try to make a collection through a trend. What I see I collect and it becomes a filter of my suggestions, which I rework into concepts and then into clothes in the most minimal, synthetic way possible. Having said that, I came very close to some productions that reflected on how to approach an “empty” period (her refers to the pandemic, ed), like a verse by Abbas Kiarostami, director and author with a great vision. I needed this with Covid: fewer screaming, sensitive things that spoke at deeper stages of myself. Wolfgang Laib, I have always felt him close. The collection of pollen that he uses to create his works has always fascinated me. It takes an enormous amount of time. The work itself is part of the final work. I find that being able to expand time so much, even more so today, is extraordinary. They are life lessons. I am looking for a dialogue with them here, of questions and answers, not of prints, embroideries. It is a more intimate dialogue, for me which then reaches the others and is intrinsic in the clothes, it does not appear. -



Giuseppe Buccinnà


Sicuro che arrivi ai clienti?


- Ci provo. Sono molto geloso delle mie suggestioni. Sto cercando di comunicarle un po’ di più attraverso canali più strutturati come i social media. Mi rendo però conto che non sono esattamente adatti a comunicare (e comunicarmi). Trovo che la stampa (cartacea e digitale) sia ancora la maniera più efficace per spiegarmi, dedica un’attenzione uno a uno che i social non danno. -


Are you sure it reaches the customers?


- I’m trying. I am very jealous of my suggestions. I'm trying to communicate a little more to her through more structured channels such as social media. However, I realize that they are not exactly suited to communicate (and communicate with me). I find that print (paper and digital) is still the most effective way to explain myself, it devotes one-to-one attention that social media don't give. -


Ci racconti della collaborazione con FT-LAB, progetto di Fabbrica Torino, con cui hai realizzato sei paia di occhiali?


- Fabbrica Torino è un brand storico e straordinario. La partnership è nata da una chiacchiera da cui è nata l’idea di mettere su un laboratorio creativo in cui una grande realtà potesse dialogare con un piccolo designer come me. Solitamente a queste aziende manca l’idea di approcciarsi a un’idea creativa perché pensano ai numeri. Loro sono stati audaci mediatori per fare qualcosa che fosse un prodotto finito con determinati standard ma con la mia visione. Ho presentato i primi due modelli al Fashion Hub Market di Milano l’anno scorso, poco prima del lockdown. L’intero progetto avrei dovuto rivelarlo a New York, che è saltato come altri grandi eventi dedicati all’occhialeria, tra cui Mido. Nel contempo dovevamo lanciarla, ora è nei negozi di Fabbrica Torino e da ottici selezionati. -


Can you tell us about the collaboration with FT-LAB, a Fabbrica Torino project, with which you made six pairs of glasses?


- Fabbrica Torino is a historic and extraordinary brand. The partnership was born from a chat that gave rise to the idea of ​​setting up a creative laboratory in which a large company could dialogue with a small designer like me. Usually these companies lack the idea of ​​approaching a creative idea because they think of numbers. They were bold brokers to make something that was a finished product with certain standard but with my vision. I presented the first two models at the Fashion Hub Market in Milan last year, just before the lockdown. I was supposed to reveal the entire project in New York, which jumped like other major events dedicated to eyewear, including Mido. At the same time we had to launch it, now it is in the shops of Fabbrica Torino and selected opticians. -

Giuseppe Buccinnà


È stata un’esperienza nuova per te?

- Totalmente, iper stimolante. Ho collaborato a stretto contatto con gli artigiani dell’occhiale, scoprendo un mondo unico. Pensa che un pezzo nasce come con la scultura. Da un blocco viene fuori l’occhiale. -

Was it a new experience for you?

- Totally, hyper stimulating. I collaborated closely with eyewear artisans, discovering a unique world. Think that a piece is born as with sculpture. The glasses come out of a block. -

Altre collaborazioni?


- Certo. Quella con Michvasca, designer modenese di borse con cui ho realizzato i modelli della collezione autunno inverno di quest’anno. Anche qui l’obiettivo era mettere in dialogo i nostri linguaggi per realizzare accessori che ci potessero rappresentare a pieno. -


Other collaborations?


- Sure. The one with Michvasca, a bag designer from Modena with whom I created the models for this year's autumn winter collection. Here, too, the goal was to put our languages ​​in dialogue to create accessories that could fully represent us. -


Ti senti più affine alla parola moda o stile?


- Sicuramente moda, perché lo stile lo ritengo un concetto molto soggettivo. Alla moda è l’individuo a dare un valore. Stile è forse troppo ego riferito ed è un concetto molto più ampio. Moda è abbigliamento. È anche però un termine molto abusato. Per me è una parola sacra. Ci sono aziende che fanno abbigliamento altri, pochi pochi, che fanno moda. Sono degli autori, che parlano un linguaggio d’autore. -


Do you feel more akin to the word fashion or style?


- Definitely fashion, because I consider style a very subjective concept. Fashion is the individual who gives value. Style is perhaps too much ego related and is a much broader concept. Fashion is clothing. But it is also a very overused term. For me it is a sacred word. There are companies that make clothing, few others that make fashion. They are authors, who speak an author's language. -


Se dovessi fare una fotografia a questo settore cosa rappresenterebbe?


- Vedo tanta ipocrisia, nel senso che oggi si tratta per lo più di un comparto di business e quindi, per stare in piedi, deve essere retta da un modello economico. Questo ha aperto a progetti non di moda ma, appunto, di business. E ha fatto sì che la visione di un brand al cliente finale è arrivata un po’ distorta. Però sono molto fiducioso per quanto riguarda le nuove generazioni, penso a tutta la scia green per esempio. Credo che oggi si veda la differenza tra chi lo fa, tra le grandi maison, perché ci crede veramente e chi lo fa solo perché è una tendenza. Sicuramente il settore in generale tornerà a creare qualcosa che diventi desiderabile. Io stesso sono mosso da questo: immagino cosa possa scaturire in forma di desiderio nella persona. Con questo sentimento si può smuovere qualsiasi cosa. E la moda sta già facendo qualche passo in avanti. -

If you were to take a picture of this sector, what would it represent?


- I see a lot of hypocrisy, in the sense that today it is mostly a business sector and therefore, to stand up, it must be governed by an economic model. This has opened up to non-fashion projects but, in fact, business. And it meant that the vision of a brand for the end customer got a bit distorted. But I am very confident with regard to the new generations, I am thinking of the whole green trail for example. I believe that today we see the difference between those who do it, between the great fashion houses, because they really believe in it and those who do it only because it is a trend. Surely the industry in general will return to create something that becomes desirable. I myself am moved by this: I imagine what can arise in the form of desire in the person. With this feeling, anything can be moved. And fashion is already taking some steps forward. -

Un’immagine del tuo futuro, invece?


- Adatterò il mio linguaggio anche all’e-commerce. Mi permette di avere una piattaforma su cui “atterrare” per vedere il prodotto, ma serve anche a me per avere dei feedback, che diventano spunti di riflessione importante, i quali poi spesso poi generano altra creatività. È importante perché non è un rapporto mediato dai negozi, è diretto. Non ci sono numeri, ma un dialogo con l’utente che potrà interagire direttamente con me. Penso sia utilissimo parlare con il designer per capirne meglio il linguaggio. Sul mio fronte, invece, è utile per conoscere le clienti e capire perché sono interessate a me. È un dialogo e se ci fosse anche in altri ambiti sarebbe importante. -

Instead, an image of your future?


- I will also adapt my language to e-commerce. It allows me to have a platform on which to “land” to see the product, but it also serves me to get feedback, which becomes important food for thought, which then often generates more creativity. It is important because it is not a relationship mediated by the shops, it is direct. There are no numbers, but a dialogue with the user who can interact directly with me. I think it is very useful to talk to the designer to better understand the language. On my front, however, it is useful to get to know the customers and understand why they are interested in me. It is a dialogue and if there were also in other areas it would be important. -


giuseppebuccinna.eu