• Elisa Zampini

La nostra carta d'identità passa per la moda, attraversando lo stile, creando un linguaggio



Schiaparelli Alta Moda, autunno-inverno 2021/22


La moda: questa sconosciuta e di cui, paradossalmente, se ne sente parlare troppo. Ma cos’è veramente? Mero escamotage per spiccare nella società, ricerca e dettaglio di un linguaggio ben preciso, desiderio o necessità di affermare e valorizzare se stessi? È noto come dietro a un determinato abbigliamento ci siano motivi sociali. Il vestito di per sé, fin dall’antichità, rappresentava il ruolo di una persona nella società e ne sottolineava importanza e ricchezza. Con gli anni, a questa funzione simbolica, se n’è aggiunta un’altra. O meglio, la prima ha subito un’evoluzione che perdura nel tempo.


Fashion: this unknown and of which, paradoxically, we hear too much about it. But what is it really? Mere ploy to stand out in society, research and detail of a precise language, desire or need to affirm and enhance oneself? It is well known that there are social reasons behind certain clothing. The dress itself, since ancient times, represented the role of a person in society and emphasized its importance and richness.

Over the years, another symbolic function has been added to this symbolic function. Or rather, the first has undergone an evolution that lasts over time.


George Simmel, La Moda (Mimesis)



Il concetto di moda, diventa sempre più un linguaggio. Il modo in cui ci vestiamo, difatti, rappresenta chi vogliamo essere ed è la prima manifestazione semi-conscia di noi al mondo esterno, a mo’ di biglietto da visita. E se davvero la prima impressione è talmente importante da fungere come primo filtro per decidere se l’altro, che ci sta di fronte, è interessante al punto tale da meritare una chance o meno; allora oltre al modo di porsi, anche come ci si presenta letteralmente fa la differenza.

C’è chi continua a mistificare le sfilate, le grandi firme, il mercato del fashion tout court. E a un primo sguardo, superficiale, la corsa che certe persone fanno per accaparrarsi quel pezzo di alta moda scontato del 30% sembra davvero un atto vanesio e futile. Ma come in tutte le cose, l’importante è approfondirle, per essere certi di capirle davvero, o almeno provarci.


The concept of fashion becomes more and more a language. The way we dress, in fact, represents who we want to be and is the first semi-conscious manifestation of us to the outside world, by way of a business card. And if the first impression is really so important that it acts as a first filter to decide whether the other, who is in front of us, is interesting to the point that it deserves a chance or not; then in addition to the way of presenting oneself, also how one presents himself literally makes the difference.

There are those who continue to mystify the fashion shows, the big names, the fashion market tout court. And at first superficial glance, the rush that some people make to grab that piece of high fashion discounted by 30% seems really a vain and futile act. But as in all things, the important thing is to deepen them, to be sure you really understand them, or at least try.



Balenciaga Alta Moda, autunno-inverno 2021/22



Esistono due linguaggi principali: il verbale e il non verbale. Il modo in cui ci vestiamo rientra decisamente nel secondo. Tutto comunica qualcosa, anche e soprattutto indirettamente. Decidere quindi se optare per uno smoking o un frac per una serata di gala, oppure uscire jeans e t-shirt piuttosto che con un vestito in città, ha già comunicato al mondo come si è, superando i primi 10 secondi di una conversazione, che equivalgono a: “Ciao sono un tipo x e nella vita faccio y”. Informazioni di base ma essenziali. Che poi alle volte non è sempre così, ma nei maggiori dei casi sì. Vi siete mai chiesti perché ogni volta che aprite l’armadio predomina una tinta di colore rispetto a un’altra? O perché un indumento di un certo taglio si ripete più volte? L’essere umano ragiona per schemi, lo fa per sopravvivenza. Così noi trovandoci in un negozio, di solito il nostro di fiducia per il motivo appena citato, tendiamo a essere catturati dallo stesso tipo di outfit, colore e a volte fantasia. Lo facciamo perché ormai sappiamo quali tessuti e forme ci fanno sentire più a proprio agio e con i quali ci sembra di valorizzare il nostro corpo, e quindi la nostra personalità. Non è un caso che in base al nostro stato d’animo ci vestiamo in un modo piuttosto che in un altro.

Quando siamo al primo appuntamento che sia di lavoro o personale, per esempio, andiamo alla ricerca del modello che meglio ci valorizzi. Perché vogliamo subito dare un’impressione positiva, professionale, di bella persona, interessante e di carattere. È un automatismo istintivo, perché la moda è un meccanismo con cui la società tende a inoculare desiderio alla gente, controllando ragioni economiche e sessuali, come la definiva Roland Barthes nel suo saggio Il Senso della Moda – Forme e significati dell’abbigliamento.

All’appuntamento di prima, tu vuoi essere ricordato, vuoi che la tua immagine s’imprima nello scenario cognitivo di chi ti sta di fronte.

There are two main languages: the verbal and the non-verbal. The way we dress is definitely part of the latter. Everything communicates something, also and above all indirectly. Therefore, deciding whether to opt for a tuxedo or a tailcoat for a gala evening, or go out jeans and a t-shirt rather than a dress in the city, has already communicated to the world what it is like, overcoming the first 10 seconds of a conversation, which they are equivalent to: “Hi, I'm a type x and in life I do y”. Basic but essential information. Which then sometimes is not always the case, but in most cases yes. Have you ever wondered why every time you open the wardrobe one color hue predominates over another? Or why does a garment of a certain cut repeat itself several times? Human beings think in patterns, they do it for survival. So when we find ourselves in a shop, usually our trusted one for the reason just mentioned, we tend to be captured by the same type of outfit, color and sometimes fantasy. We do it because by now we know which fabrics and shapes make us feel more at ease and with which we seem to enhance our body, and therefore our personality. It is no coincidence that based on our mood we dress in one way rather than another.

When we are on the first appointment whether it is business or personal, for example, we go in search of the model that best enhances us. Because we want to immediately give a positive, professional, good-looking, interesting and character impression. It is an instinctive automatism, because fashion is a mechanism by which society tends to inject desire into people, controlling economic and sexual reasons, as Roland Barthes defined it in his essay Il Senso della Moda – Forme e significati dell’abbigliamento.

At the previous appointment, you want to be remembered, you want your image to be impressed in the cognitive scenario of those in front of you.



Roland Barthes, Il senso della moda (Einaudi)




Ogni occasione si sviluppa allo stesso modo: noi vogliamo emergere, farci notare e rimanere impressi nella mente degli altri, oltre che conformarci alla società che ci appartiene.

È questa la teoria di George Simmel, che ne La Moda la descrive come tensione fra uniformità e differenziazione, come desiderio contraddittorio di far parte di un gruppo e allo stesso tempo voler starne fuori. Questo saggio così attuale e veritiero, ci lascia una chiara fotografia di come non sia tanto la moda a cambiare i nostri gusti, piuttosto come noi abbiamo favorito l’emergere di certi stili, qui intesi come linguaggi per esprimere i nostri desideri più reconditi.

Every occasion develops in the same way: we want to emerge, get noticed and remain impressed in the minds of others, as well as conform to the society that belongs to us.

This is the theory of George Simmel, who in La Moda describes it as a tension between uniformity and differentiation, as a contradictory desire to be part of a group and at the same time wanting to stay out of it. This essay, so current and truthful, leaves us a clear picture of how it is not so much fashion that changes our tastes, rather how we have favored the emergence of certain styles, here understood as languages ​​to express our innermost desires.



Valentino Alta Moda, autunno-inverno 2021/22



Che poi la moda si sia ritrovata a rappresentare punti di vista, ruoli e veri e propri credo, va solo a confermare quanta ricerca ci sia dietro un apparente e banale abbinamento di capi.

Perciò, in qualunque modo la si voglia comprendere, questa pratica e ormai cultura è inscindibile dal soggetto, perché ne è sua parte integrante nel momento in cui ne afferma la sua esistenza nella realtà.


The fact that fashion has found itself representing points of view, roles and real beliefs only goes to confirm how much research there is behind an apparent and banal combination of garments.

Therefore, in whatever way we want to understand it, this practice and now culture is inseparable from the subject, because it is an integral part of it when it affirms its existence in reality.