• Stefania Assenza

Lo sport e le sue dicotomie con l'arte di Marilisa Cosello, alla sua prima personale a Bologna


Marilisa Cosello,Try #1 (Untitled 1, Ex Chiesa di San Francesco, Fano), 2021, pigment print su Hahnemühle, Courtesy l'artista e Galleria Studio G7, Bologna


Nato nel 2020, il progetto Try di Marilisa Cosello, fotografa e performer, in mostra per la sua prima personale negli spazi espositivi del G7 a Bologna, a cura di Luca Panaro, mette in scena il suo quinto capitolo, di cui perfomer l’atleta Giorgia Bordignon, medaglia d’argento ai Giochi Olimpici di Tokyo.

Born in 2020, the Try project by Marilisa Cosello, photographer and performer, on display for her first solo show in the G7 exhibition spaces in Bologna, curated by Luca Panaro, stages its fifth chapter, of which the athlete Giorgia Bordignon, medal silver medal at the Tokyo Olympic Games.

L’artista parte da un immaginario collettivo per sottrarlo alla storia e rimodulandone i significati affronta temi come la costruzione collettiva, il femminile (non a caso tutte le atlete sono donne), le strutture sociali, il potere e il corpo inteso come strumento narrativo. Un ciclo di performance che prendono vita in diverse città e che hanno come soggetto, ciascuna uno sport differente. In Try #0 al teatro Continuo di Alberto Burri soggetto è la Scherma, in Try #1 a San Francesco a Fano, struttura ricordata per la mancanza di tetto, protagonista è la Ginnastica Artistica, attraverso cui l’artista, decontestualizzando la disciplina sportiva, pone l’accento sulla postura delle atlete e le divise customizzate, per riflettere sulla condizione della società, risvegliando così una memoria collettiva. Con Try #2 è la volta della Ginnastica ritmica, performance realizzata al Museo M9 di Mestre.Try #3 mette in scena un incontro di boxe femminile nel sottopasso di Viale Lunigiana a Milano: una performance in mezzo al traffico cittadino che ne mina la buona riuscita, ne emerge la volontà di gestire l’imprevisto per dare onore all’opera dell’artista stessa. Try #4 evidenzia una partita di Basket, ambientata nel Cortile d’Onore di Palazzo dei Pio a Carpi.

The artist starts from a collective imagination to remove it from history and remodeling its meanings, tackles issues such as collective construction, the feminine (not surprisingly, all athletes are women), social structures, power and the body as a narrative tool. A cycle of performances that come to life in different cities and which have as their subject, each a different sport. In Try #0 at the Continuo theater by Alberto Burri the subject is Fencing, in Try # 1in San Francesco a Fano, a structure remembered for the lack of a roof, the protagonist is Artistic Gymnastics, through which the artist, decontextualizing the sport, emphasizes the posture of the athletes and the customized uniforms, to reflect on the condition of society, thus awakening a collective memory. With Try #2 it is the turn of rhythmic gymnastics, a performance made at the M9 Museum in Mestre. Try #3 stages a women's boxing match in the underpass of Viale Lunigiana in Milan: a performance in the midst of city traffic that undermines its success, the desire to manage the unexpected emerges to give honor to the work of the artist herself. Try #4 highlights a basketball match, set in the Honor Court of Palazzo dei Pio in Carpi.

Marilisa Cosello, Try, exhibition view

Atto conclusivo del ciclo è Try #5, una performance site specific, in cui si mette in scena il Sollevamento pesi, di cui performer Giorgia Bordignon. Nell’impresa ginnica, tesa al controllo, l’atleta diventata performer e svuota del suo significato esecutivo il gesto stesso, trasformandolo in un’esperienza estetica. Successivamente alla performance, il bilanciere rimane in una stanza e si trasforma in opera d’arte: prendono posto una fotografia, un video e qualche disegno, che rimodulano lo spazio secondo la sua funzione espositiva.


The final act of the cycle is Try #5, a site specific performance, in which the weight lifting is staged, performed by Giorgia Bordignon. In the gymnastic enterprise, aimed at control, the athlete becomes a performer and empties the gesture itself of its executive meaning, transforming it into an aesthetic experience. After the performance, the balance wheel remains in a room and is transformed into a work of art: a photograph, a video and some drawings take place, reshaping the space according to its exhibition function.


Cosello attraverso più momenti, non fa altro che reinterpretare i Giochi Olimpici, intesi come metafora del collettivo e riletti secondo l’ambivalenza di libertà e controllo, propria dello sport in generale, offrendo quindi spunti di riflessione sull’identità individuale e sulle disfunzioni della società contemporanea.

La mostra sarà visitabile fino al 3 aprile 2022.

Through several moments, Cosello does nothing but reinterpret the Olympic Games, intended as a metaphor for the collective and reread according to the ambivalence of freedom and control, typical of sport in general, thus offering food for thought on individual identity and on the dysfunctions of contemporary society.

The exhibition will be open until april 3, 2022.


Filo rosso con l’evento è la partecipazione di Marilisa Cosello all’iniziativa di Nouvelle Factory ArtistsxNouvelle, dedicata proprio alle Olimpiadi di Tokyo tenutesi nel 2021.


Red thread with the event is the participation of Marilisa Cosello in the Nouvelle Factory ArtistsxNouvelle initiative, dedicated to the Tokyo Olympics held in 2021.

Marilisa Cosello, Try #2(Untitled 1, Museo M9, Venezia Mestre), 2021, pigment print su Hahnem. Courtesy l'artista e Galleria Studio G7, Bologna