• Ilaria Introzzi

Incarniamoci in Pasolini grazie alla moda, all'arte e a Tilda Swinton



“Embodying Pasolini”, Tilda Swinton e Olivier Saillard, 2021




Emodying, incarnare. Mutare in carne e nel passivo, secondo Treccani, prendere carne, assumere corpo umano. Quindi, dopo tutto, dare corpo e vita umana. L’ultima rappresentazione artistica e di stile rispetto a questa parola ricca di simboli e valori - religiosi e laici - avviene il 25 giugno a Roma e vede nell’attrice Tilda Swinton e nello storico della moda Olivier Saillard i suoi artefici. La coppia creativa porta in scena presso l’ex Mattatoio Embodying Pasolini, dove protagonisti sono circa quaranta abiti disegnati da Danilo Donati per i film di Pier Paolo Pasolini, realizzati e tutt’oggi custoditi dalla Sartoria Farani, e una selezione di forme di legno del Laboratorio Pieroni. La performance del premio oscar e del leone d’oro alla carriera unita a quella del critico francese, ex direttore del Museo Galliera di Parigi, avviene nell’arco di quattro ore e i due sono instancabili, emozionati nel poter toccare con mano la storia del cinema italiano, dal Vangelo Secondo Matteo a Uccellacci e uccellini, Edipo Re, Porcile, Il Decameron, I racconti di Canterbury, Il fiore delle Mille e una Notte, fino a Salò o le 120 giornate di Sodoma. Pasolini, in nuce.

Emodying. Changing into flesh and into the passive, according to Treccani, taking flesh, taking on the human body. So, after all, to give human body and life. The latest artistic and style representation with respect to this word rich in symbols and values ​​- religious and secular - takes place on June 25 in Rome and sees its creators in the actress Tilda Swinton and fashion historian Olivier Saillard. The creative couple brings to the stage at the former Mattatoio Embodying Pasolini, where the protagonists are about forty dresses designed by Danilo Donati for the films of Pier Paolo Pasolini, made and still kept today by Sartoria Farani, and a selection of wooden shapes from Pieroni laboratory. The performance of the Oscar award and the Golden Lion for Lifetime Achievement combined with that of the French critic, former director of the Galliera Museum in Paris, takes place over four hours and the two are tireless, excited to be able to touch the history of italian cinema, from the Vangelo Secondo Matteo to Uccellacci e uccellini, Edipo Re, Porcile, Il Decameron, I racconti di Canterbury, Il fiore delle Mille e una Notte, till Salò or le 120 giornate di Sodoma. Pasolini, in nuce.


“Embodying Pasolini”, Tilda Swinton e Olivier Saillard, 2021




Il vocabolo inglese, anche nel suo significato italiano, vuol dire anche esprimere vivamente, con evidenza e concretezza. Significa quindi mettere in moto un processo creativo sotto forma di realtà, unica e indivisibile. E tornando a Pasolini, il reale è l’unico aspetto davvero importante per il regista friulano.

Svelare un aspetto della vita e rivelarlo attraverso l’arte, in tutte le sue forme. Compresa quella relativa alla moda, che certamente non sarà l’Arte ma è (o dovrebbe essere) un linguaggio diretto di ciò che avviene ogni giorno. É il dizionario dello zeitgeist, con sete, cotoni, lane e pellami.


The english word, even in its italian meaning, also means expressing vividly, clearly and concretely. It therefore means setting in motion a creative process in the form of reality, unique and indivisible. And returning to Pasolini, reality is the only really important aspect for the friulian director.

Revealing an aspect of life and revealing it through art, in all its forms. Including that relating to fashion, which certainly will not be art but is (or should be) a direct language of what happens every day. It is the dictionary of the zeitgeist, with silks, cottons, wools and leathers.



“Embodying Pasolini”, Tilda Swinton e Olivier Saillard, 2021



Il saper fare italiano in campo d’abbigliamento è noto. È meno conosciuto, però, il contributo che le sartorie hanno nella storia dell’arte più rappresentativa e figurativa al mondo: il cinema. Quella di Sartoria Farani si dispiega a partire dal secondo dopo guerra nella Capitale, ed è magicamente percorribile dal 1962 attraverso le performance degli attori che ha vestito e dei registi che li hanno diretti. Il primo spettacolo per cui la sartoria realizza gli abiti è un Amleto con Anna Proclemer e Giorgio Albertazzi, regia di Franco Zeffirelli. Il successo dell’interpretazione è merito degli attori quanto dei costumi, imprescindibili per permettere all’attore di incarnare al meglio lo spettatore.


Italian know-how in the clothing sector is well known. However, the contribution that tailors have in the history of the most representative and figurative art in the world is less unknown: cinema. That of Sartoria Farani unfolds from the second post-war period in the capital, and has been magically practicable since 1962 through the performances of the actors she dressed and the directors who directed them. The first show for which the tailoring makes clothes is a Hamlet with Anna Proclemer and Giorgio Albertazzi, directed by Franco Zeffirelli. The success of the interpretation is due to the actors as much as to the costumes, essential to allow the actor to best embody the viewer.



Tilda Swinton è un’attrice eclettica in grado di mutare se stessa per amore della pellicola cinematografica. Cambia trucco, parrucco, sa essere impietosa così come seducente. Talvolta preferisce non dire nulla eppure riempie la scena più di una canzone roboante dei Rolling Stones (in A bigger splash di Luca Guadagnino). Eppure senza i vestiti indossati in ogni film, la performance non sarebbe mai stata la stessa. Forse. Non è un caso che in passato l’interprete collabori con Raf Simons (quando ancora era da Dior) per il suddetto film del regista italiano. Ben nota è la sua amicizia con lo stilista Haider Ackermann.


Tilda Swinton is an eclectic actress who can change herself for the love of film. She changes makeup, hair, she knows how to be merciless as well as seductive. Sometimes she prefers not to say anything and yet she fills the scene more than a bombastic song by the Rolling Stones (in A bigger splash by Luca Guadagnino). Yet without the clothes worn in every film, the performance would never have been the same. Maybe. It is no coincidence that in the past the interpreter collaborated with Raf Simons (when he was still at Dior) for the aforementioned film by the Italian director. Her friendship with the designer Haider Ackermann is well known.



“Embodying Pasolini”, Tilda Swinton e Olivier Saillard, 2021



Incarnare come pretesto artistico, come scatola semantica di memorie. Niente nostalgia, solo un (con)tributo al passato inevitabilmente presente, ai pensieri di un uomo - nel caso di Pasolini - diventato mito pur rimanendo se stesso. E così, probabilmente, la moda si fa arte e viceversa. A Roma, attraverso il mondo del cinema.


To embody as an artistic pretext, as a semantic box of memories. No nostalgia, just a (with) tribute to the inevitably present past, to the thoughts of a man - in the case of Pasolini - who has become a myth while remaining himself. And so, probably, fashion becomes art and vice versa. In Rome, through the world of cinema.