• Ilaria Introzzi

Red carpet: è una questione di (buon) gusto / Red carpet: it is a matter of (good) taste

Janelle Monae ai Golden Globes 2019 in Chanel

È la stagione dei red carpet. E il cinema e la musica sono i responsabili. Dagli Stati Uniti, dove se ne contano il numero maggiore, all’Europa, gennaio e febbraio sono i mesi in cui a rendere onore agli attori e ai cantanti, oltre che a produttori e registi, è il tappeto rosso.

Al di là dei pronostici sui vincitori dei prossimi premi - anche se il sospetto che Renée Zellweger, Brad Pitt e Joaquin Phoenix facciano un en plein è più che fondato - e il dibattito su chi si è già guadagnato qualche statuetta, si vuole aprire una riflessione sul perché questi eventi siano così tanto seguiti. Spesso molto più delle stesse premiazioni. E ne mancano parecchie. Infatti, dopo la premiazione dei Grammy, degli oscar inglesi, i Bafta, avvenuta il 2 febbraio, il 10 dello stesso mese è il turno degli Oscar statunitensi, mentre il 28 quello dei premi César. Per vedere trionfare il cinema italiano bisogna aspettare il 3 aprile.

It is the red carpet season. And cinema and music are the reprisals. From the United States, where we received the largest number, across Europe, january and february are the months in which the actors and singers, as well as producers and directors, are honored, by the red carpet.

Beyond the prognostications on the winners of the next prizes - which the suspicion of Renée Zellweger, Brad Pitt and Joaquin Phoenix will do an en plein is more than an option - and the debate on who has already some statuettes, we want to present a reflection on why these events are so much followed. Often much more than the awards themselves. And many are missing. In fact, after the awards ceremony of the Grammy, the English oscars, the Bafta, which took place on february 2, the 10th of the same month is the turnout of the Oscars, while the 28th are about the Cèsar show. To see Italian cinema triumph, you have to wait for april 3rd.

Lena Dunham agli Emmy del 2013 in Prada

Viene il dubbio che siano due i motivi per cui milioni di persone siedono davanti alle proprie televisioni o pc in queste occasioni: vedere i propri divi, magari in situazioni particolari (vero Jen e Brad?), oppure per i vestiti che le star indossano, specialmente quelle femminili. Oh sì. Gli abiti. C’è chi scivola su una buccia di banana, ma altri vestono dei veri e propri capolavori. Delle opere d’arte. Del resto l’Alta Moda è sinonimo di sogno, capacità creativa e creatività. Il trittico è sufficiente e necessario per definire Arte la moda. O almeno una parte di essa.

There are doubts that there are two reasons why millions of people sit in front of their televisions or PCs on these occasions: to see their favorite stars, perhaps in particular situations (right Jen and Brad?), or for the clothes that they wear, especially the female ones. Oh yes. The looks. There are those who slip on a banana peel, but others wear real masterpieces. Of works of art. After all, Haute Couture is synonymous with dreams, creative ability and creativity. The triptych is sufficient and necessary to define fashion as Art. Or at least a part of it.

Ann Margret ai Golden Globes del 1970

Tra i look più straordinari è d’obbligo ricordare quello di Ann-Margret. L’attrice svedese, classe 1941, si presenta ai Golden Globes del 1970 in un vestito perfetto, sebbene in apparenza sembri fuori luogo per un’occasione del genere. Peccato che è proprio in questi momenti che bisogna osare. Senza cadere nel volgare, che non fa bene a nessuno, specialmente alla vista. Del resto la stessa Coco Chanel dichiara: “Il buon gusto nel vestire è qualcosa di innato, come la sensibilità del palato.” L’abito, fatto di volumi, stampe e spalle decisamente over, esprimeva un senso creativo difficile da comprendere all’epoca. Nei decenni successivi torna con forza sulle passerelle, anche Haute Couture. A dimostrazione che rivisitare il passato può essere utile, ogni tanto. A questo proposito, spostandosi di qualche anno, precisamente nel 1978 e agli Oscar, è indimenticabile il golden dress sfoggiato da Farrah Fawcett, firmato Halston. Una silhouette completamente diversa rispetto a quella della collega Ann-Margret, ma altrettanto d’impatto. Calvin Klein, Prada e a seguire tutti gli altri ne fanno un punto di riferimento nel futuro.

Among the most extraordinary looks, one must remember that of Ann-Margret. The Swedish actress, born in 1941, presents herself to the 1970 Golden Globes in a perfect dress, although apparently she seems out of place for such an occasion. Too bad it is precisely in these moments that one must dare. Without falling into the vulgar, which is not good for anyone, especially for the eye. After all, Coco Chanel herself declares: "Good taste in dress is something innate, like the sensitivity of the palate." The dress, made of volumes, prints and shoulders decidedly over, expressed a creative sense difficult to understand at the time. In the following decades it returned strongly on the catwalks, even High Fashion. As a demonstration that revisiting the past can be useful every now and then. In this regard, moving on a few years, precisely in 1978 and at the Oscars, the golden dress sported by Farrah Fawcett, signed Halston is unforgettable. A completely different silhouette than that of her colleague Ann-Margret, but equally impactful. Calvin Klein, Prada and all the others to follow make it a point of reference in the future.

Alba Rohrwacher al Festival del Cinema di Veneazia nel 2014 in Valentino

Farrah Fawcett (con Marcello Mastroianni) agli Oscar del 1978 con un abito di Halston

Gli anni 2000 non deludono. Al di là dei vestiti cigno (si veda alla voce Bjork) e dei noiosissimi vestiti lunghi con gonna ruota in organza aderenti in vita. A tenere alto il senso del fatto bene e dell’eleganza ci pensano, tra le altre, due maison italiane: Prada e Valentino. Miuccia veste l’attrice e produttrice Lena Dunham per gli Emmy del 2013. Un abito perfetto, perché non segna il corpo della già vincitrice di un Golden Globe nello stesso anno. Ma è giusto - parafrasando il grande architetto Adolf Loos - poiché rispecchia la personalità di Dunham: forte, sensibile e ironica. E non è forse questa la lezione più importante per la moda? “Il gusto è il buon senso del genio”, scrive de Chateaubriand. Al Festival del cinema di Venezia del 2014 arriva sul red carpet Alba Rohrwacher per la premier del film Hungry Hearts, in cui recita accanto ad Adam Driver (candidato come migliore attore agli Oscar 2020 per il suo ruolo in Marriage Story).

Un anno fa sfila sul tappeto rosso dei Golden Globes un’incredibile abito firmato Chanel e indossato dall’attrice e cantante Janelle Monae. Una Cleopatra contemporanea, fasciata senza esagerare in un vestito in grado di renderla fiera come una statua ed elegante come solo la personalità può rendere. Monae è vincitrice agli MTV Awards e agli Screen Actors Guild Awards.

The 2000s do not disappoint. Beyond the swan clothes (see Bjork) and the boring long dresses with organza wheel skirts adhering at the waist. To keep up the sense of good and elegance, we think, among others, two Italian fashion houses: Prada and Valentino. Miuccia dresses actress and producer Lena Dunham for the 2013 Emmys. A perfect dress, because it does not mark the body of the already winner of a Golden Globe in the same year. But it is right - paraphrasing the great architect Adolf Loos - because it reflects Dunham's personality: strong, sensitive and ironic. And isn't this the most important lesson in fashion? "Taste is the good sense of genius," writes de Chateaubriand. At the 2014 Venice Film Festival, Alba Rohrwacher arrives on the red carpet for the premier of the film Hungry Hearts, in which she stars alongside Adam Driver (who runs for best actor at the Oscars 2020 for his role in Marriage Story).

A year ago, an incredible Chanel dress worn by actress and singer Janelle Monae paraded on the red carpet of the Golden Globes. A contemporary Cleopatra, swaddled without exaggerating in a dress that can make her proud as a statue and elegant as only personality can make. Monae is a winner at the MTV Awards and the Screen Actors Guild Awards.

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