• Ilaria Introzzi

"Un sorriso per i tuoi pensieri": l'arte della risata diventa un gesto pittorico (da copiare)


Bartolomé Esteban Pérez Murillo, giovane fanciulla con rose, Seicento


“Sorridi hai la faccia cupa”. Chi fa il mestiere del giornalista solitamente svela poco di sé. Non è “deontologicamente corretto” mettere in piazza i propri affaire. Eppure l’invito a schiudere le labbra in un gesto di gioia, proveniente dal telefono di mio padre, è il pretesto per parlare di un gesto che solo in apparenza è naturale, come respirare: sorridere, appunto. C’è chi lo fa spesso - alcune persone addirittura con gli occhi. Un altro membro della mia famiglia, ad esempio, ha persino le fossette tra le labbra e le guance: perché quando sorride lo fa seriamente. Mark Twain, autore di questa frase: “Le rughe dovrebbero solamente indicare il posto dove sono stati i sorrisi”, l’avrebbe certamente apprezzata. Io no, non ho i tanto celebri segni.


"Smile you have a dark face". Those who work as a journalist usually reveal little about themselves. It is not "ethically correct" to put one's affaire in the streets. Yet the invitation to open your lips in a gesture of joy, coming from my father's phone, is the pretext to talk about a gesture that is only apparently natural, like breathing: smiling, in fact. There are those who do it often - some people even with their eyes. Another member of my family, for example, even has dimples between his lips and cheeks: because when he smiles he does it seriously. Mark Twain, author of this sentence: "Wrinkles should only indicate the place where the smiles have been", would certainly have appreciated it. Not me, I don't have the so famous signs.

Leonardo da Vinci, Gioconda, 1503-1504


Il sorriso è diventato un gesto pittorico, persino. Ed è stato, inconsapevolmente (o forse no), un artista italiano a renderlo tale: Leonardo da Vinci, con il suo dipinto più noto: la Gioconda. Figura tanto discussa quanto, probabilmente, sopravvalutata. Eppure la fisionomia delle sue labbra, la posizione del corpo, quindi del suo volto, contribuiscono tutte a definire misterioso il suo riso. Jules Michelet, prolifico storico francese, nel VII volume del suo Histoire de France scrive: “Questa tela mi attira, mi chiama, mi invade. Torno a guardarla mio malgrado, come un uccello col serpente”. Addirittura.

The smile has become a pictorial gesture, even. And it was, unwittingly (or maybe not), an Italian artist who made it so: Leonardo da Vinci, with his best-known painting: the Gioconda. A figure as much discussed as, probably, overrated. Yet the physiognomy of her lips, the position of her body, and therefore of his face, all contribute to defining his laughter as mysterious. Jules Michelet, a prolific French historian, writes in the seventh volume of his Histoire de France: “This canvas attracts me, calls me, invades me. I go back to look at it in spite of myself, like a bird with a snake ”. Really.


Una sfida. Un esercizio tra pittore e tela. Uno studio di anatomia e, perché no, sociologico. Ritratto di un uomo (Ignoto marinaio) di Antonello da Messina esprime in un quadro tutti questi valori. Il suo Nessuno, sorride molto di più del capolavoro vinciano. Inoltre, vengono mostrate le fossette, le rughe degli occhi che si stringono leggermente per dare corpus al sentimento ilare. Il risultato, oltre alla bellezza e, anche in questo caso, un arcano rispetto all’identità dell’individuo, è una certa aura da furbetto, che lo rende ancora più affascinante.

Il pittore spagnolo Bartolomé Esteban Pérez Murillo, vissuto nel Seicento, è noto per i suoi ritratti a giovani donne e bambini floridi e sorridenti. Lo stesso Caravaggio fa sorridere alcuni volti dei suoi Bacco.


A challenge. An exercise between painter and canvas. A study of anatomy and, why not, sociological. Ritratto di un uomo by Antonello da Messina expresses all these values ​​in a painting. The Nobody of him smiles much more than the masterpiece by da Vinci. In addition, dimples are shown, eye wrinkles that narrow slightly to give corpus to the hilarious feeling. The result, in addition to beauty and, even in this case, an arcane with respect to the identity of the individual, is a certain aura of a sly, which makes it even more fascinating. Spanish painter Bartolomé Esteban Pérez Murillo, who lived in the seventeenth century, is known for his portraits of young, thriving and smiling women and children. Caravaggio himself makes some of the Bacchus faces smile at him.

Antonello da Messina, Ritratto di un uomo (ignoto marinaio), 1465-1476


Infiniti potrebbero essere gli esempi di risi nell’arte. Lo stesso vale, come Twain insegna, nella letteratura.

Banalmente, se vogliamo, in questi tempi di guerra sorridere ha un valore in più, e bisogna farne tesoro, magari regalando questo gesto anche a uno sconosciuto, come l’uomo del da Messina, ricordandogli che se siamo qui è perché - nonostante tutto, nonostante lo schifo che ci circonda - siamo fortunati.


There could be infinite examples of laughter in art. The same is true, as Twain teaches, in literature.

Trivially, if we want to, in these times of war smiling has an extra value, and we must treasure it, perhaps giving this gesture even to a stranger, like the man from Messina, reminding him that if we are here it is because - despite everything, despite the disgust that surrounds us - we are in luck.

Caravaggio, Bacco Crushing Grapes, fine Cinquecento