• Ilaria Introzzi

"Sono le donne il cuore del mio brand": parola a una designer irriverente/curiosa, inquieta/ribelle


Angelica di Gaeta


Spesso è un gioco sciocco quello del definirsi in aggettivi. Capita però che a volte si riveli intrigante e, soprattutto, edificante. Di cosa? Di un progetto imprenditoriale e creativo, ad esempio. Come quello imbastito da Angelica di Gaeta, designer milanese - irriverente, curiosa, inquieta, ribelle -, nata a Roma, la quale, dopo studi a Londra ed esperienze a New York, torna a Milano a lavorare e a vivere. Da sempre con la passione per la progettualità, decide nel 2020, giocoforza un certo Covid, di fondare il proprio brand di scarpe A di GAETA, i cui nomi - dei modelli, tutti made in Italy - rimandano proprio ai suddetti epiteti, di cui lei non fa mistero, come ci racconta, dedicandoli a tutte le donne, perché la sua realtà è tutta per loro.

It is often a silly game to define oneself in adjectives. However, it sometimes happens that it turns out to be intriguing and, above all, uplifting. About what? Of an entrepreneurial and creative project, for example. Like the one created by Angelica di Gaeta, a milanese designer - irreverent, curious, restless, rebellious -, born in Rome, who, after studies in London and experiences in New York, returns to Milan to work and live. Always with a passion for design, she decided in 2020, inevitably a certain Covid, to found her own shoe brand A di GAETA, whose names - of the models, all made in Italy - refer to the aforementioned epithets, of which she he makes no secret, as she tells us, dedicating them to all women, because her reality is all for them.

Angelica, ricordi il tuo primo paio di scarpe che hai comprato?


- Purtroppo no... . -


Angelica, do you remember your first pair of shoes you bought?


- Unfortunately not... . -


Quando ci siamo incontrate in atelier mi hai raccontato che è anche grazie a tuo padre, alla sua cura per le scarpe che dice devono sempre essere "sempre perfette", se oggi hai un brand tutto tuo di calzature.


- Vero. Mio padre mi ha insegnato il valore del lavoro e l’importanza di curare gli oggetti che possiedi. Da adolescente mi rimproverava per la mia poca cura per le cose che possedevo. Ricordo che spesso mi diceva: “Guarda le mie scarpe: le ho comprate anni fa e sono ancora perfette. Anche tu dovresti pulirle e farle risuolare dal calzolaio se ti piacciono, invece di distruggerle!”. Effettivamente tutte le sue scarpe, rigorosissimamente inglesi, erano impeccabili. Ovviamente, per una ragazza di 14 anni, cresciuta negli anni dove regnava il consumismo sfrenato e, poi, la fast-fashion, era solamente una fissazione da genitore oltre che una perdita di tempo. Chi l’avrebbe mai detto che i suoi “rimproveri” sarebbero diventati uno dei pilastri del mio brand. -


When we met in the atelier you told me that it is also thanks to your father, to his care for the shoes that he says must always be "always perfect", if today you have your own brand of footwear.


- True. My father taught me the value of work and the importance of taking care of the objects you own. As a teenager he scolded me for my lack of care for the things I owned. I remember him often saying to me: “Look at my shoes: I bought them years ago and they are still perfect. You too should clean them and have them resoled by the shoemaker if you like them, instead of destroying them! ". Indeed, all his shoes, strictly English, were impeccable. Obviously, for a 14-year-old girl, who grew up in the years where unbridled consumerism and, then, fast-fashion reigned, it was just a parental obsession as well as a waste of time. Who would have thought that his "reproaches" would become one of the pillars of my brand. -


Cosa ne pensano i tuoi della tua giovane impresa?


- I miei genitori mi hanno sempre spronato verso costanza e impegno, insegnandomi che l’indipendenza è l’arma più forte che uno può avere. La loro opinione ha sempre avuto un peso importante sulle mie scelte nonostante spesso facessi l’esatto contrario di quello che mi suggerivano. Credo che per me, confrontarmi con loro sia sempre stato un punto di partenza per capire quanto volessi davvero una cosa. Nonostante alcune mie decisioni siano impulsive e un po’ irrazionali, spesso percepite da loro come scelte poco “sicure”, entrambi mi hanno sempre ascoltata, supportata e spronata. All’inizio di questa avventura, come spesso succede, erano perplessi dalla mia decisione di “sfidare” le difficoltà della pandemia in un mercato in cui c’è tanta offerta di qualità. Adesso però, credo che siano arrivati ad apprezzare di più anche quel pizzico di “follia” che mi ha portato a fare il salto in un periodo di grande incertezza. -


What does your family think of your young business?


- My parents have always pushed me towards perseverance and commitment, teaching me that independence is the strongest weapon one can have. Their opinion has always had an important influence on my choices despite the fact that I often did the exact opposite of what they suggested. I think for me, comparing myself with them has always been a starting point to understand how much I really wanted something. Although some of my decisions are impulsive and a little irrational, often perceived by them as unsafe choices, both of them have always listened to, supported and encouraged me. At the beginning of this adventure, as often happens, they were perplexed by my decision to “challenge" the difficulties of the pandemic in a market where there is so much quality offer. Now, however, I think they have come to appreciate even more that pinch of "madness" that led me to take the leap in a period of great uncertainty. -

Il modello l'Irrequieta con accessorio


Londra, città dove hai vissuto diversi anni, con New York, prima di stabilirti a Milano: quanto c’è di lei nelle tue scarpe?


- Londra è la città che più di altre ha ispirato le mie scelte stilistiche. Il gusto inglese e lo stile di vita della City mi ha sempre stregato. Credo mi piaccia il fatto che non ci sono regole e che tutti si vestono come si sentono. Ma la cosa che mi ha ispirato di più delle città come Londra o New York è la vita frenetica di tutti i giorni. Infatti la prima volta che ho pensato a questa idea di moda funzionale avevo 20 anni ed ero nella Tube di Londra dove regolarmente vedevo delle donne indossare sneakers e portare i tacchi in borsa in modo da poterli scambiare all’arrivo in azienda la mattina e fare l’esatto opposto la sera quando si tornava a casa. Ho sempre trovato affascinante che le donne facessero una doppia fatica per poter essere a loro agio in diverse situazioni del giorno, e cosi è nata l’idea di creare dei prodotti belli ed adattabili per donne che vino così e che magari non hanno tempo di tornare a casa a cambiarsi ma vogliono sentirsi belle e comode in qualunque occasione. -


London, the city where you lived for several years, with New York, before settling in Milan: how much of it is there in your shoes?


- London is the city that more than others has inspired my stylistic choices. The english taste and the lifestyle of the City has always bewitched me. I think I like the fact that there are no rules and that everyone dresses how they feel. But the thing that inspired me the most about cities like London or New York is the busy everyday life. In fact, the first time I thought about this idea of ​​functional fashion I was 20 years old and I was in the London Tube where I regularly saw women wearing sneakers and carrying heels in bags so that I could exchange them on arrival at the company in the morning and do the 'exact opposite in the evening when we returned home. I have always found it fascinating that women made a double effort to be comfortable in different situations of the day, and so the idea was born of creating beautiful and adaptable products for women who wine like this and who may not have time to return. at home to change but want to feel beautiful and comfortable on any occasion. -


Appena tornata a Milano sei stata design consultant per le aziende di moda. Ma è la gavetta, in particolare l'esperienza nella Jimmy Choo diretta da Tamara Mellon e il suo braccio destro che hai cominciato ad appassionarti al prodotto, quello fatto bene. Che momento è stato?


- Jimmy Choo è stato sicuramente il luogo dove è iniziata la mia carriera da designer di scarpe. Appena arrivata il team creativo era piccolo, il che mi ha permesso di essere coinvolta in tutte le fasi del processo di design fin da subito. È soprattutto grazie ad uno dei senior designer dell’epoca (ora Design Director di JC), Nicholas La Russo, se oggi conosco molti segreti sulle calzature di lusso. Ritengo però tutte esperienze che ho fatto importanti per la mia crescita professionale, anzi sono convinta che è solo grazie al mix di queste esperienze lavorative, in ambienti e luoghi molto diversi (dopo Londra, New York, Berlino e di nuovo Milano che nel frattempo era cambiata tantissimo), che oggi posso essere sicura di voler intraprendere una carriera da imprenditrice con un progetto tutto mio. Se non avessi seguito questa strada che comprende grandi aziende e realtà meno strutturate, non sarei stata in grado. Mi sarebbero mancate le basi essenziali che solo il duro lavoro in queste aziende può insegnarti e soprattutto mi sarebbero mancate delle relazioni professionali e competenze importanti che hanno formato il mio percorso creativo e professionale. -


As soon as you returned to Milan you were design consultant for fashion companies. But it is the apprenticeship, in particular the experience in Jimmy Choo directed by Tamara Mellon and her right hand man that you started to get passionate about the product, the one done well. What moment was it?


- Jimmy Choo was definitely where my career as a shoe designer started. As soon as I arrived, the creative team was small, which allowed me to be involved in all phases of the design process right away. It is above all thanks to one of the senior designers of the time (now JC Design Director), Nicholas La Russo, that today I know many secrets about luxury footwear. However, I believe that all experiences I have had important for my professional growth, indeed I am convinced that it is only thanks to the mix of these work experiences, in very different environments and places (after London, New York, Berlin and again Milan which in the meantime was changed a lot), that today I can be sure I want to pursue a career as an entrepreneur with a project that is all mine. If I hadn't followed this path that includes large companies and less structured realities, I would not have been able. I would have lacked the essential foundations that only hard work in these companies can teach you and above all I would have lacked the professional relationships and important skills that have formed my creative and professional path. -


Ancora prima, però, è grazie a un professore d'arte che capisci quanto sia importante la creatività.

- Quando penso al mio percorso creativo, penso a quattro persone in particolare, che hanno segnato diverse tappe della mia vita nonché insegnato, ispirato e supportato la mia crescita professionale e personale. Al liceo, il mio insegnante d’arte, Dennis Cooper mi ha spinta a lanciarmi nel mondo creativo. Alla Central Saint Martin con il mio prof. Nicholas Rhodes che mi ha indirizzato a provare il settore della moda notando una mia passione per la moda che per qualche ragione, negavo a me stessa. Da Jimmy Choo, come dicevo poco fa, Nicholas, che mi ha preso sotto la sua ala e mi ha mostrato il valore del lavoro di squadra, fino a New York dove ho conosciuto Miranda Morrison, che mi ha fatto da capa e da zia acquisita in una città cosi lontana da casa mia, aprendomi gli occhi su realtà di moda diverse, fatte di numeri, quantità e velocità, illustrandomi il made in China e cambiando la mia percezione di cosa significasse veramente fast-fashion. -


Even before that, however, it is thanks to an art professor that you understand how important creativity is.


- When I think about my creative path, I think of four people in particular, who have marked different stages in my life as well as taught, inspired and supported my professional and personal growth. In high school, my art teacher, Dennis Cooper pushed me to jump into the creative world. At Central Saint Martin with my prof. Nicholas Rhodes who directed me to try the fashion industry noting my passion for fashion that for some reason, I denied myself. From Jimmy Choo, as I said a little while ago, Nicholas, who took me under his wing and showed me the value of teamwork, to New York where I met Miranda Morrison, who served as my boss and my aunt in law in a city so far from my home, opening my eyes to different fashion realities, made up of numbers, quantity and speed, showing me the made in China and changing my perception of what fast-fashion really meant. -

A di GAETA è nato durante il lockdown del 2020: cosa ti è scattato?


- Il 2020 è stato un anno che ha cambiato il nostro modo di pensare e agire. Il mondo si è improvvisamente fermato, lasciandoci una costante sensazione di confusione, paura e inadeguatezza. In pochi giorni, quello che consideravamo priorità quotidiana, è diventato quasi futile e la nostra attenzione si è proiettata su aspetti molto più profondi, che sicuramente in tanti avevamo dato per scontato, come la salute, la libertà, la famiglia. Personalmente ho avuto tanto tempo per pensare e riflettere sulla missione dei prodotti che volevo creare e quale fosse il modo migliore per dar vita al brand. Con meno distrazioni ho pensato di focalizzarmi su un progetto che mi desse un senso di prospettiva. Il mio carattere irrequieto (ragione per cui il primo modello A di GAETA è stato chiamato l'Irrequieta) ha fatto il resto mettendo in ordine tante idee e spunti sui quali riflettevo da anni senza il tempo per dar loro una forma e un colore. In 6 mesi ero pronta (non senza grandi difficoltà e limitazioni imposte dalla pandemia) e ho corso per lanciare il progetto entro la fine del 2020 perché per me era importantissimo dare un messaggio di rinascita e positività dopo un anno che ha messo a dura prova tutte le nostre piccole e grandi certezze. -


A di GAETA was born during the 2020 lockdown: what tripped you?


- 2020 was a year that changed the way we think and act. The world has suddenly stopped, leaving us with a constant feeling of confusion, fear and inadequacy. In a few days, what we considered a daily priority, became almost futile and our attention was projected on much deeper aspects, which certainly many had taken for granted, such as health, freedom, family. Personally, I had a lot of time to think and reflect on the mission of the products I wanted to create and what was the best way to bring the brand to life. With fewer distractions I thought I'd focus on a project that would give me a sense of perspective. My restless character (which is why A di GAETA's first model was called l'Irrequieta) did the rest by putting in order many ideas and ideas on which I had been reflecting for years without the time to give them a shape and a color. In 6 months I was ready (not without great difficulties and limitations imposed by the pandemic) and I ran to launch the project by the end of 2020 because it was very important for me to give a message of rebirth and positivity after a year that put a strain on everyone our small and large certainties. -

Il modello Bambola


In quale modo unisci forma e funzione, precetti dell'architettura moderna che conosci molto bene.


- Noi non creiamo soltanto oggetti belli da vedere e da indossare. Ci concentriamo anche sulla creazione di calzature che possano essere soluzioni innovative che rispondono alle esigenze di tutti i giorni. L’unione di forma e funzione deriva dai miei studi in product design (design industriale) con la mia esperienza nel mondo della moda, per ricreare prodotti che non sono solo belli da vedere e da indossare ma sono anche adattabili alla vita di una donna moderna. Insomma, il mio è un concetto di design essenziale ed adattabile, concepito per durare negli anni con una moda funzionale che garantisce la creazione di prodotti che sono rappresentativi di un’epoca in cui viviamo, rispondendo a desideri e bisogni dei consumatori di oggi. Scarpe dedicate alle donne moderne, con agende dense di impegni e con tanti ruoli diversi da dover sostenere nella vita di tutti i giorni. A di GAETA crea soluzioni che possono garantire con facilità i ritmi serrati di una società che si muove velocemente. -


How do you combine form and function, precepts of modern architecture that you know very well.


- We don't just create objects that are beautiful to see and wear. We also focus on creating footwear that can be innovative solutions that meet everyday needs. The union of form and function derives from my studies in product design (industrial design) with my experience in the world of fashion, to recreate products that are not only beautiful to look at and to wear but are also adaptable to the life of a modern woman . In short, mine is an essential and adaptable design concept, conceived to last over the years with a functional fashion that guarantees the creation of products that are representative of an era in which we live, responding to the wishes and needs of today's consumers. Shoes dedicated to modern women, with busy schedules and with many different roles to play in everyday life. A di GAETA creates solutions that can easily guarantee the fast pace of a fast moving company. -


Parliamo dei tuoi modelli, spesso ispirati alle scarpe da uomo. Che effetto hanno su una donna?


- La moda maschile e il processo d’acquisto dell’uomo sono sempre stati fonte di ispirazione per me. Quando si parla di scarpe, gli uomini in genere, comprano meno di noi donne, ma selezionano meglio - spesso non badando a spese, perché consapevoli che sono prodotti che rimarranno con loro per molto tempo. Noto sempre con grande piacere che se un uomo si trova bene con un modello, lo ricomprerà uguale anche anni dopo. Gli uomini, molto più delle donne, sono clienti leali, tornano dai loro fornitori di fiducia prima di provare altri marchi. Disegnare modelli che ricordano le calzature da uomo è stato un mio “tributo” alla mentalità maschile, con la speranza di spingere le nostre clienti donne a comportarsi in modo simile, abbracciando l'idea di “buy less, use more”, su cui è fondata la mia strategia. Mi piace pensare a un concetto di “borrowed from the men” quando disegno. Progettare scarpe da donna che ricordano lo stile maschile automaticamente dona a chi le indossa grinta, personalità e grande sensualità. Può sembrare un controsenso, ma non c’è nulla come lo stile maschile per valorizzare la femminilità. L’Irrequieta e la Curiosa sono i primi due modelli disegnati per A di GAETA e ispirati a due classici maschili: il mocassino e lo stivaletto. Entrambi hanno delle linee che ricordano scarpe da uomo, ma una volta indossati, si nota subito come le proporzioni siano state rivisitate, in modo da dare un look più femminile e sensuale. Il mocassino è molto accollato davanti mentre lo scollo laterale incornicia la caviglia - la forma è lunga e stretta in modo da slanciare il piede il più possibile. Lo stivaletto invece ha un look androgino cui ho aggiunto qualche cm di tacco e ricreato un gambale più stretto e alto. -

Let's talk about your models, often inspired by men's shoes. What effect do they have on a woman?


- Men's fashion and the men's purchasing process have always been a source of inspiration for me. When it comes to shoes, men in general buy less than we do women, but they select better - often sparing no expense, knowing that they are products that will stay with them for a long time. I always note with great pleasure that if a man gets along well with a model, he will buy it back even years later. Men, much more than women, are loyal customers, returning to their trusted suppliers before trying other brands. Designing models that are reminiscent of men's shoes was my "tribute" to the male mentality, with the hope of encouraging our female clients to behave in a similar way, embracing the idea of ​​"buy less, use more", on which it is founded my strategy. I like to think of a borrowed from the men concept when drawing. Designing women's shoes that recall the masculine style automatically gives the wearer grit, personality and great sensuality. It may seem like a distortion, but there is nothing like masculine style to enhance femininity. The l’Irrequieta and la Curiosa are the first two models designed for A di GAETA and inspired by two men's classics: the moccasin and the ankle boot. Both have lines reminiscent of men's shoes, but once worn, you immediately notice how the proportions have been revisited, in order to give a more feminine and sensual look. The moccasin is very high-necked in the front while the side neckline frames the ankle - the shape is long and narrow in order to slim the foot as much as possible. The ankle boot instead has an androgynous look to which I added a few cm of heel and recreated a narrower and higher greave. -

Ancora il modello l'Irriverente, 3 in 1


3 o 2 in 1. Un altro dettaglio importante, assieme a quello del fatto a mano in Italia. Ci racconti il concetto che sta dietro?


- L’essenza di A di GAETA è l’ideazione di prodotti adattabili. Ogni pezzo può essere assemblato e indossato in maniera diversa, dando spazio alla vera identità della donna e facendo in modo che i prodotti si possano adattare facilmente a diverse occasioni. La creazione di accessori (Add- On Accessories) da aggiungere o rimuovere, a seconda delle necessità, permette a tutti i prodotti di trasformarsi facilmente nel giro di pochi secondi in qualcosa di completamente diverso. L’offerta di prodotti consiste in un design attento, che incoraggia i consumatori a partecipare alla personalizzazione dei prodotti, al fine di creare pezzi unici che sono rappresentativi del loro stile individuale, del loro gusto, della loro figura e delle loro esigenze personali, senza mai stufarsi di quello che si ha già nell’armadio. È un mix tra divertimento, versatilità e un nuovo concetto di sostenibilità. La responsabilità principale di A di GAETA è quella di creare prodotti duraturi e versatili, che possano essere conservati e riutilizzati di stagione in stagione e soprattutto anno dopo anno. Siamo convinti che adottando una value strategy che allunga l’aspettativa di vita di un prodotto, incoraggiamo i nostri consumatori a comprare meno ma meglio. Crediamo fermamente che si debba investire in prodotti che durano di più e che possano essere utilizzati e riutilizzati in continuazione. -

3 or 2 in 1. Another important detail, together with that of handmade in Italy. Can you tell us the concept behind it?

- The essence of A di GAETA is the design of adaptable products. Each piece can be assembled and worn in a different way, giving space to the true identity of the woman and making sure that the products can be easily adapted to different occasions. The creation of Add-On Accessories to add or remove, as needed, allows all products to easily transform into something completely different in a matter of seconds. The product offering consists of a careful design, which encourages consumers to participate in the personalization of products, in order to create unique pieces that are representative of their individual style, their taste, their figure and their personal needs, without never get tired of what you already have in the closet. It is a mix of fun, versatility and a new concept of sustainability. A di GAETA's main responsibility is to create long-lasting and versatile products, which can be stored and reused from season to season and above all year after year. We are convinced that by adopting a value strategy that extends the life expectancy of a product, we encourage our consumers to buy less but better. We firmly believe that we should invest in products that last longer and that can be used and reused over and over again. -


La semplicità (apparente) delle tue scarpe è resa unica dai materiali che utilizzi e dalle tecniche artigianali. A questo proposito, mi hai detto che non volevi limitarti a produrre qui, nel tuo Paese, ma cercare veri esperti locali italiani, specializzati nella realizzazione dei tuoi accessori. Che persone sono, quanto tempo hai impiegato a trovarle?


- Siamo orgogliosi di dire che tutti i nostri prodotti, compreso il packaging, sono stati ideati, disegnati e prodotti interamente in Italia. “Made in Italy” per me significa molto più che lusso. La vera eccellenza italiana è la combinazione di storia, creatività, expertise e artigianalità. Ed è proprio l’artigianalità dei calzaturieri italiani che garantisce l’eccellenza nella selezione dei materiali, nella produzione e nel rispetto dell’ambiente nel processo produttivo. Dopo diverse esperienze all’estero, rimango convinta che l’Italia rappresenti l’eccellenza nelle tecniche artigianali dei calzaturieri e, a modo mio, vorrei contribuire attraverso A di GAETA a valorizzare il prezioso know-how del nostro paese, custodito negli anni da persone, che sono realmente protagonisti e interpreti della nostra meravigliosa cultura. -


The (apparent) simplicity of your shoes is made unique by the materials you use and the craftsmanship techniques. In this regard, you told me that you did not want to limit yourself to producing here, in your country, but to look for real Italian local experts, specialized in the creation of your accessories. What people are they, how long did it take you to find them?

- We are proud to say that all our products, including the packaging, have been conceived, designed and produced entirely in Italy. “Made in Italy” for me means much more than luxury. True Italian excellence is the combination of history, creativity, expertise and craftsmanship. And it is precisely the craftsmanship of Italian footwear manufacturers that guarantees excellence in the selection of materials, production and respect for the environment in the production process. After several experiences abroad, I remain convinced that Italy represents excellence in the artisan techniques of footwear and, in my own way, I would like to contribute through A of GAETA to enhance the precious know-how of our country, preserved over the years by people , who are really protagonists and interpreters of our wonderful culture. -

Il modello la Ribelle di A di GAETA


Non trascuri nessun dettaglio: hai concepito anche un profumo "per scarpe". Da dove è nato e perché?

- A di GAETA è nata in pandemia, quindi all’inizio, purtroppo si pensava che la vendita dei nostri prodotti sarebbe stata solo online. Io sono una persona piuttosto fisica quindi mi piace conoscere, avere un’interazione umana con le persone. Fatta questa premessa, dato che eravamo tutti bloccati a casa per il secondo lockdown della pandemia (inizio dicembre 2020) volevo creare qualcosa che potesse trasportare il cliente finale nel nostro mondo, rendendo l’esperienza di aprire le nostre scatole più unica e personale. Et voilà: il profumo per le scarpe, peraltro un’idea di mio marito. L’olfatto è il senso che ci trasporta in luoghi e tempi lontani e ha un forte potere evocativo. Insieme ad Alarico, abbiamo pensato a una fragranza che racchiudesse le essenze del mondo A di GAETA, in modo da trasportare i clienti dentro il nostro atelier però dal comfort di casa loro. -


You do not neglect any detail: you have also conceived a perfume "for shoes". Where did it come from and why?

- A di GAETA was born during the pandemic, so at the beginning, unfortunately it was thought that the sale of our products would only be online. I am a rather physical person so I like to know, to have a human interaction with people. Having said that, since we were all stuck at home for the second lockdown of the pandemic (early december 2020), I wanted to create something that could transport the end customer into our world, making the experience of opening our boxes more unique and personal. Et voilà: the perfume for shoes, which is actually an idea from my husband. Smell is the sense that transports us to distant places and times and has a strong evocative power. Together with Alarico, we thought of a fragrance that would contain the essences of the world A of GAETA, in order to transport customers inside our atelier but from the comfort of their home. -

Poco tempo fa, finalmente, hai aperto il tuo primo pop-up shop a Milano, in zona navigli. Come ti relazioni con le tue clienti?


- Sì, grazie a Lucia Paoletti, che ha creduto nel mio progetto prima ancora di vederlo finito, ho potuto fin da subito dare la possibilità alle clienti di provare le mie scarpe e vederle di persona nel suo negozio di Piazza Sant’Eustorgio. Lì possiedo da un anno un corner che espone le mie scarpe e spesso mi trovo ad assistere le clienti di persona. Nonostante in passato, abbia già visto le mie scarpe addosso a diverse donne, questa è davvero la prima volta che mi confronto faccia a faccia nella vendita: forse dovremmo chiedere a loro come si trovano? (Ride, ndr) Scherzi a parte, in questo momento mi considero un’azienda direct-to-consumer e ho sempre pensato di incentrare il mio business sulle conversazioni con le mie clienti, quindi il pop-up mi sta aiutando a conoscere molte donne milanesi e mi dà l’opportunità di interagirci. Mi piace essere completamente presente e attenta alle loro opinioni. Mi piace ricevere richieste dal cliente finale e se in linea con il mio stile, posso sorprenderle e decidere anche di metterli in produzione. L’anno scorso per esempio, l’incontro con Stefania, una mia cliente, mi ha spinto ad aggiungere una ghetta blu che le ho dedicato. Sono proprio le donne il cuore di questo marchio e miro a creare una comunità tutta al femminile, dove chi vuole possa sentirsi libera di esprimere la sua opinione. -

A short time ago, you finally opened your first pop-up shop in Milan, in the Navigli area. How do you relate to your customers?


- Yes, thanks to Lucia Paoletti, who believed in my project even before seeing it finished, I was immediately able to give customers the opportunity to try on my shoes and see them in person in her shop in Piazza Sant’Eustorgio. I have owned a corner there for a year that exhibits my shoes and I often find myself assisting customers in person. Although in the past, I have already seen my shoes on several women, this is really the first time that I confront face to face during the sale: maybe we should ask them how they are? (Laughs, ed) Seriously, right now I consider myself a direct-to-consumer company and I've always thought about focusing my business on conversations with my clients, so the pop-up is helping me to meet a lot of women. Milanese and gives me the opportunity to interact with them. I like to be fully present and attentive to their opinions. I like to receive requests from the end customer and if in line with my style, I can surprise them and even decide to put them into production. Last year, for example, the meeting with Stefania, a client of mine, prompted me to add a blue gaiter that I have dedicated to her. Women are the heart of this brand and I aim to create an all-female community, where those who want can feel free to express their opinion. -

Il la Seduttrice con anklestrap rimovibile


Mi dicevi che offri un servizio made to order: un altro modo per confrontarti sul tuo lavoro e di comprendere i loro gusti?


- L’offerta dei prodotti A di GAETA consiste in un design attento, che incoraggia i consumatori a partecipare alla personalizzazione dei prodotti, al fine di creare pezzi unici che sono rappresentativi del loro stile individuale, del loro gusto, della loro figura e delle loro esigenze personali. Come non dare ad alcuni di loro la possibilità di personalizzare anche il colore o il materiale su richiesta? Ho voluto progettare A di GAETA come un atelier, perché è proprio così che mi vedo al momento - come una “sarta” della calzatura. Purtroppo fare scarpe su richiesta è un lavoro molto complicato quindi non sempre posso esaudire tutte le richieste che mi vengono fatte, ma nei limiti del possibile, provo ad accontentare tutte le mie clienti creando le scarpe dei loro sogni. -

You told me that you offer a made to order service: another way to discuss your work and understand their tastes?


- The offer of A di GAETA's products consists of a careful design, which encourages consumers to participate in the personalization of the products, in order to create unique pieces that are representative of their individual style, their taste, their figure and their personal needs. How can we not give some of them the possibility to customize the color or the material on request? I wanted to design A di GAETA as an atelier, because that's exactly how I see myself at the moment - as a shoe “seamstress”. Unfortunately, making shoes on request is a very complicated job so I can't always fulfill all the requests that are made of me, but as far as possible, I try to please all my customers by creating the shoes of their dreams. -


I prossimi passi di A di GAETA?


- Crescere rimanendo autentici, portando i nostri valori e il nostro know-how in giro per il mondo. Aiutare piccole realtà artigianali italiane a continuare a custodire il loro know how e insegnare ai consumatori il vero valore dei prodotti fatti con amore, dedizione ed esperienza e la magia di saperli curare affinché durino, per essere testimoni di uno stile di ciascuna di noi che resiste al tempo. -


A di GAETA’s next moves?


- Grow while remaining authentic, taking our values ​​and our know-how around the world. Helping small Italian artisan realities to continue to preserve their know-how and teach consumers the true value of products made with love, dedication and experience and the magic of knowing how to take care of them so that they last, to be witnesses of a style of each of us that resists at the time. -


adigaeta.com