• Ilaria Introzzi

Chi sono i lettori di oggi e perché scegliere un libro è un preliminare primordiale



Niklas Ohlrogge/Unsplash




Scegliere un libro da leggere è come decidere quale pasticcino mangiare, tra i tanti dell’allettante cabaret. Semplicemente perché è difficile trovarne uno cattivo, che non piaccia. Eccezioni a parte, la letteratura è ricca di sorprese, dalla prosa alla poesia, passando per la saggistica. E come trascurare i libri e le monografie d’artista, così preziosi poiché in grado di far scendere un po’ con i piedi per terrà l’arte stessa. Avventurarsi in una libreria, piccola o grande, indipendente o meno, è un piacere unico, comprensibile solo ai lettori più avidi. E ne esistono di tre tipi: gli organizzati, i diretti e i flaneur. I primi solitamente scrivono sul loro taccuino - possibilmente nero e a matita - le opere che intendono leggere e le spuntano una volta trovate. Sono inoltre coloro i quali non osano chiedere al libraio dove sia il libro, per velocizzare la pratica, perché vogliono scovarlo loro da soli. Per poi non riuscirci la maggior parte delle volte. I secondi sanno quello che desiderano, magari convinti da un amico lettore o da una recensione: si dirigono dai loro dispensatori di fiducia e chiedono la disponibilità del titolo. Se c’è lo comprano, altrimenti optano per la prenotazione o vanno da un’altra parte, purché riescano a ottenere il libro nel minor tempo possibile. Solitamente vivono in città. L’ultima specie è ibrida: da un lato sa cosa ama, i generi a cui è più affezionata e quindi punta già alla sezione desiderata, dall’altro si lascia ispirare, prende i minuti (talvolta anche le ore) necessari per scegliere. E vagano, vagano come Baudelaire per le strade di Parigi, finché non si lasciano conquistare.


Choosing a book to read is like deciding which pastry to eat, among the many in the tempting cabaret. Simply because it's hard to find a bad one that you don't like. Exceptions aside, literature is full of surprises, from prose to poetry, passing through non-fiction. And how to neglect the artist's books and monographs, so precious because they are able to let the art down a bit to hold the art itself. Venturing into a bookstore, small or large, independent or not, is a unique pleasure, understandable only to the most avid readers. And there are three types: organized, direct and flaneur. The former usually write in their notebook - possibly black and in pencil - the works they intend to read and pop up once they are found. They are also those who do not dare to ask the bookseller where the book is, to speed up the practice, because they want to find it for themselves. And then fail most of the time. The latter know what they want, perhaps convinced by a reader friend or a review: they go to their trusted dispensers and ask for the availability of the title. If there is, they buy it, otherwise they opt for booking or go somewhere else, as long as they manage to get the book as quickly as possible. They usually live in the city. The last species is hybrid: on the one hand it knows what it loves, the genres it is most fond of and therefore it already points to the desired section, on the other it lets itself be inspired, it takes the minutes (sometimes even hours) needed to choose. And they wander, wander the streets of Paris like Baudelaire, until they let themselves be conquered.




Thoa Ngo/Unsplash




È facilissimo riconoscere una persona che torna a casa dopo aver acquistato un libro: sorride, come se dentro quel sacchetto ci fosse quel famoso cioccolatino da scartare lentamente, per poi gustarselo (si spera) un po’ alla volta. È perché un bel romanzo, una raccolta poetica, una biografia e via discorrendo, sono, come scrive Daniel Pennac un oggetto che “ti salva da qualsiasi cosa, persino da te stesso”. Luoghi di perdizione senza effetti collaterali da vivere totalmente.

Una volta rientrati tra le proprie mura domestiche le tre figure rispondo diversamente allo stimolo della lettura: il primo, se ha già finito il libro precedente, lo mette sul comodino e attende il momento giusto per cominciare la sua novità; oppure lo depone in libreria finché un giorno non deciderà di scoprirlo. Il pragmatico inizia a leggerlo subito: non ha e non vuole perdere tempo. L’ultimo. Beh è difficile che torni nella propria bicocca solo con un libro, si sforza quindi a optare per uno o per l’altro, per poi leggerli tutti assieme.

It is very easy to recognize a person who comes home after buying a book: he smiles, as if inside that bag there was that famous chocolate to be unwrapped slowly, to then enjoy it (hopefully) a little at a time. It is because a good novel, a poetry collection, a biography and so on, are, as Daniel Pennac writes, an object that “saves you from anything, even from yourself”. Places of perdition without side effects to be fully experienced.

Once they have returned to their own homes, the three figures respond differently to the stimulus of reading: the first, if he has already finished the previous book, puts it on the bedside table and waits for the right moment to begin his novelty; or he puts it in the library until one day he decides to find out. The pragmatist begins to read it immediately: he does not have and does not want to waste time. The last one. Well it is difficult for him to return to his own hut with just a book, so he makes an effort to opt for one or the other, and then read them all together.


Daniel Pennac



Preferire un’opera a un’altra, avventurarsi tra gli scaffali di una libreria, sfiorare e annusare le pagine, intercettare il riassunto sul retro di copertina. Sono tutti preliminari a un atto ce per fortuna molti continuano a mantenere e a vivere: leggere. Una delle poche azioni del mondo contemporaneo rimaste ancora alla loro forma elementare, primordiale.

Qualche anno fa si temeva il sopravvento degli e-readers sui libri veri e propri, ma non è successo. Anzi. E nonostante ciò, nota amara, il mondo dell’editoria pare essere in costante crisi. Eppure queste pasticcerie di cellulosa, popolate da soggetti così vari da renderle colorate, movimentate, continuano a esistere e a vivere. E per fortuna.


Preferring one work to another, venturing through the shelves of a library, touching and sniffing the pages, intercepting the summary on the back cover. They are all preliminary to an act that fortunately many continue to maintain and live: reading. One of the few actions in the contemporary world still left in their elementary, primordial form.

A few years ago there was a fear of e-readers over the actual books, but it didn't happen. Rather. And despite this, a bitter note, the publishing world seems to be in constant crisis. Yet these cellulose pastry shops, populated by subjects so varied as to make them colorful, lively, continue to exist and live. And luckily.