• Ilaria Introzzi

La storia di un abito couture del 1991 e una sfilata del 2022, dediche di pace in tempi di guerra


Il Peace Dress di Valentino, realizzato nel 1991


Nel mondo della moda si sta discutendo parecchio sul senso delle sfilate (o presentazioni) in tempo di guerra. Una guerra, quella che sta avvenendo ora in Ucraina mossa dalla Russia, combattuta alla vecchia maniera, ovvero con soldati, armi, carri armati. Tavoli per tentare negoziati che nel giro di poche ore non vengono approvati. Una guerra per il potere portata avanti da un folle stratega contro non tanto un’istituzione politica ma i civili, i quali ovviamente ne pagano le conseguenze per primi. Accade oggi nel 2022 - il che è già di per sé assurdo -, così come nei primi anni dei 2000 con Bush e le lotte antecedenti, come nel 1991 in piena Guerra del Golfo tra Iraq e States. Quell’anno, uno stilista italiano, noto al mondo per vestire le donne più belle e influenti del panorama politico ma anche socialite, realizza uno degli abiti per i quali verrà premiato in seguito: il Peace dress. Il designer in questione è Valentino Garavani. Il vestito riporta la scritta pace in quattordici lingue differenti cucite a mano sul tessuto, a simboleggiare un messaggio di pace universale.


In the world of fashion there is a lot of discussion about the meaning of fashion shows (or presentations) in wartime. A war, happening now in Ukraine moved by Russia, fought in the old way, that is, with soldiers, weapons, tanks. Tables to attempt negotiations that are not approved within a few hours. A war for power waged by a mad strategist against not so much a political institution but civilians, who obviously pay the consequences first. It happens today in 2022 - which is already absurd in itself -, as well as in the early 2000s with Bush and the previous struggles, as in 1991 in the middle of the Gulf War between Iraq and the States. That year, an italian designer, known to the world for dressing the most beautiful and influential women on the political scene but also socialites, created one of the dresses for which he would later be awarded: the Peace dress. The designer in question is Valentino Garavani. The dress bears the word peace in fourteen different languages ​​hand-sewn onto the fabric, symbolizing a message of universal peace.

Balenciaga autunno inverno 2022 2023


Come si fa a giudicare un sistema, o una qualsiasi persona che deve portare avanti un lavoro, un mercato, il/la quale non si muove o non commenta un evento così truce come una guerra? Al contrario, c’è chi si domanda se tutto questo darsi da fare non sia troppo, oppure eccessivamente ipocrita. Porsi dei quesiti è un bene, il problema è dare risposte frettolose, dette così, pour parler, giusto per stare in mezzo alla discussione, quando invece il silenzio potrebbe essere la migliore tra le soluzioni. Ognuno, nel suo piccolo, può offrire un aiuto, e dovrebbe potere dare una mano a chi è in difficoltà senza urlarlo al mondo. O forse no, l’alternativa, oggigiorno, è comunicarlo attraverso i social - Instagram è molto utile in tal senso - in modo che chi non sapesse da dove partire possa avere una traccia. Detto ciò, è evidente che esistono realtà con mezzi in grado di esprimere il loro punto di vista in maniera netta e pressoché a tutti, portando messaggi coerenti con il loro linguaggio, difficilmente fuori luogo e senza fare proclami che ben altre istituzioni dovrebbero incoraggiare.


How do you judge a system, or any person who has to carry out a job, a market, who does not move or comment on an event as grim as a war? On the contrary, there are those who wonder if all this getting involved is not too much, or excessively hypocritical. Asking questions is good, the problem is to give hasty answers, pour parler, just to stay in the middle of the discussion, when silence could be the best solution. Everyone, in his own small way, can offer help, and should be able to lend a hand to those in difficulty without shouting it to the world. Or maybe not, the alternative, especially today, is to communicate it through social media - Instagram is very useful in this sense - so that those who do not know where to start can have a trace. Having said that, it is evident that there are realities capable of expressing their point of view clearly and to almost everyone, bringing messages consistent with their language, hardly out of place and without making proclamations that other institutions should encourage.

Balenciaga autunno inverno 2022 2023


Domenica 6 marzo a Parigi, alla sfilata di Balenciaga autunno inverno 2022 2023 imbastita da Demna Gvasalia, i modelli hanno calcato la passerella in balia del vento e della neve, un pensiero per le popolazioni in difficoltà. “Per un attimo ho pensato di cancellare lo show al quale io e il mio team stavamo lavorando”, spiega il creativo georgiano. “Ma poi ho realizzato che cancellare la sfilata sarebbe stato risvegliare l’incubo che mi scuote così tanto da almeno 30 anni. “La guerra in Ucraina ha risvegliato il trauma che porto con me fin dal 1993, quando la stessa cosa capitò al mio Paese di origine e io sono diventato rifugiato per sempre. Per sempre, perché è una cosa che resta in te. La paura, la disperazione, la realizzazione che nessuno ti vuole. Ma ho anche realizzato che cosa realmente importa nella vita, la cosa più importante, la vita stessa e l’amore umano e la compassione. Lo show è una lettere aperta “al coraggio, alla resistenza e alla vittoria dell’amore e della pace”. Quella inneggiata da tutti, scritta magistralmente sul vestito dell’Imperatore della Moda nel lontano 1991. Per non dimenticare, per celebrare la vita. Esempi del passato recente e del presente di come, anche in un’industria costruita in parte sul frivolo si possa agire concretamente, con la propria visione, per comunicare un messaggio netto, attraverso la bellezza.


On Sunday 6 March in Paris, at the Balenciaga fall winter 2022 2023 fashion show staged by Demna Gvasalia, models walked the catwalk at the mercy of the wind and snow, a thought for populations in difficulty. “For a moment I thought about canceling the show my team and I were working on”, explains the georgian creative. "But then I realized that canceling the show would have awakened the nightmare that has been shaking me so much for at least 30 years. “The war in Ukraine has awakened the trauma that I have been carrying with me since 1993, when the same thing happened to my country of origin and I became a refugee forever. Forever, because it remains in you. The fear, the despair, the realization that no one wants you. But I also realized what really matters in life, the most important thing, life itself and human love and compassion. The show is an open letter "to courage, resistance and the victory of love and peace". The one praised by all, masterfully written on the dress of the Emperor of Fashion back in 1991. Not to forget, to celebrate life. Two xamples of the recent past and the present of how, even in an industry built in part on the frivolous, one can act concretely, with one's own vision, to communicate a clear message, through beauty.


Noi come Nouvelle Factory abbiamo scelto Croce Rossa Italiana per offrire donazioni in aiuto alle popolazioni ucraine colpite dalla guerra. Per info, qui.


As Nouvelle Factory, we have chosen the Italian Red Cross to offer donations to help the ukrainian populations affected by the war. For info, here.