• Ilaria Introzzi

Una stella ci sta scaldando (troppo) ed è emblema oggi come ieri, nell'arte e nella letteratura


Creazione degli astri e delle piante, Michelangelo Buonarroti, affresco, (1511-1512 circa), decorazione della volta della Cappella Sistina, Musei Vaticani, Roma


Ormai è estate da un mese. La cosiddetta bella stagione è arrivata ben prima delle aspettative. O meglio, decisamente in anticipo rispetto ai tempi previsti dalla natura. In realtà è già così da un po’ di anni, ma gli attuali mesi di maggio e giugno, come si sa, stanno registrando temperature - diciamolo - fuori da ogni logico. Si tratta dal surriscaldamento globale e riguarda l’intera umanità. Lo sappiamo tutti, tuttavia: chi ne è davvero consapevole?


It has been summer for a month now. The so-called beautiful season has come well before expectations. Or rather, definitely in advance of the times foreseen by nature. In reality, it has already been like this for a few years, but the current months of May and June, as we know, are recording temperatures - let's face it - beyond all logic. It is about global warming and it affects the whole of humanity. We all know, however: who is really aware of it?

Il sole. Quella grande stella dalle mille sfumature di arancione che d’inverno illumina le giornate grigie - specialmente in pianura - e d’estate permette di vivere giornata più lunghe. Ecco un elemento di calore (ieri a Milano alle 22 c’erano ancora 32 gradi, per la cronaca) il quale è annoverato da sempre come una tra le ispirazioni principali di poeti e artisti, contemporanei e appartenenti ormai ai libri di storia dell’arte e antologia. Da Vincent Van Gogh a Emily Dickinson, passando per Claude Monet, Chagall fino al poeta Konstantinos Kavafis, che sia con pennellate o tratti d’inchiostro, sono copiosi gli intellettuali i cui lavori rimandano al sole.


The sun. That big star with a thousand shades of orange that illuminates gray days in winter - especially in the plains - and in summer allows you to experience longer days. Here is an element of heat (yesterday in Milan at 10 pm there were still 32 degrees, for the record) which has always been counted as one of the main inspirations of poets and artists, contemporaries and now belonging to the history of art books and anthology. From Vincent Van Gogh to Emily Dickinson, passing through Claude Monet, Chagall to the poet Konstantinos Kavafis, whether with brushstrokes or ink, there are many intellectuals whose works refer to the sun.

Caspar D. Friedrich, Donna al tramonto del sole (1818-20)


Senza dimenticare Michelangelo, Raffaello, Caspar Friedrich, Baudelaire, Neruda, per passare al’attivissimo James Turrell, con il lavoro Deer Shelter Skyspace (2006): un’installazione permanente la quale crea delle atmosfere intense nello spazio sotterraneo illuminato da luce naturale, dove l’occhio umano si sforza di delineare i confini del cielo.

Emblematico è The Weather Project (2003) di Olafur Eliasson, un lavoro alla Turbine Hall della Tate Modern in cui l’artista ha permesso ai numerosi visitatori di fare esperienza della visione cosmica.


Without forgetting Michelangelo, Raphael, Caspar Friedrich, Baudelaire, Neruda, to move on to the very active James Turrell, with the work Deer Shelter Skyspace (2006): a permanent installation which creates intense atmospheres in the underground space illuminated by natural light, where the human eye strives to delineate the boundaries of the sky.

Emblematic is The Weather Project (2003) by Olafur Eliasson, a work at the Turbine Hall della Tate Modern in which the artist allowed the numerous visitors to experience the cosmic vision.


James Turrell, Deer Shelter Skyspace (2006)


Il sole vede tutti, osserva, nell’arte come nella vita che poi sono la stessa cosa. Lo cita Lev Tolstoj in Anna Karenina, quando scrive: “Abbassò gli occhi, per evitare di fissarla, come se fosse il sole, ma la vide, come il sole, anche senza guardarla”. Per non parlare di Dante. Tornando a Michelangelo, il pittore lo figura come “l’ombra di Dio”. Ma c’è una poesia che, forse più di tutte, rappresenta al meglio la stella a noi relativamente vicina, anche se non è propriamente estiva ma dà il senso di quello che si prova quando è, in qualche modo, nel bene e nel male, accanto al nostro Pianeta. L’autore è Boris Pasternak.


The sun sees everyone, it watches, in art as in life which are the same thing at the end. Lev Tolstoy also mentions it in Anna Karenina, when he writes: “he lowered his eyes, to avoid staring at her, as if it were the sun, but he saw her, like the sun, even without looking at her”. Not to mention Dante. Returning to Michelangelo, the painter figures him as "the shadow of God". But there is a poem that, perhaps most of all, best represents the star relatively close to us, even if it is not exactly summer but gives the sense of what you feel when it is, in some way, for better or for worse. , next to our planet. The author is Boris Pasternak.

Il Sole


- Nella nebbia e nel gelo

Nella foschia dell'alba fredda il sole

sta come un palo di fuoco nel fumo.

Come in una pellicola sfocata,

anch'io sono per lui poco visibile.

Finché il sole non esce dalla nebbia

sfolgorando sul prato oltre lo stagno

gli alberi non possono discernermi

nella lontananza della riva.

Il viandante si riconosce dopo

che è passato, sparendo nel nebbione.

Ho la pelle d'oca, il gelo, l'aria

è falsa come un velo di roseto.

Cammini sulla brina del sentiero

come su un impianto di graticci.

non ne può più la terra di gelare -

e respirare foglie di patate.


The Sun


- In the fog and frost

In the haze of cold dawn the sun

stands like a fire pole in the smoke.

Like in a blurry film,

I too am not very visible to him.

Until the sun comes out of the fog

blazing on the grass beyond the pond

trees cannot discern me

in the distance of the shore.

The wanderer is recognized later

that has passed, disappearing into the mist.

I have goosebumps, frost, air

it is as false as a veil of a rose garden.

You walk on the frost of the path

like on a trellis plant.

the earth can no longer freeze. -

Olafur Eliasson, The Weather Project (2003)