• Ilaria Introzzi

"Siamo molto affiatati": Sara Ciuffetta racconta Spazio Pane, tra arte contemporanea e cibo (vero)


Spazio Pane, durante l'opening


In provincia di Frosinone, a Campoli Appenino nel Lazio, ha appena aperto Spazio Pane. È un luogo d’arte contemporanea, buon cibo - specialmente pane - e creatività. Cultura, sostanzialmente. Ed è stato fondata da tre giovani: Viviana Ciammetti e i fratelli Marco e Sara Ciuffetta. Ed è proprio quest’ultima, artista e curatrice, a diventare ambasciatrice del progetto e di tutto il team - che dice essere molto affiato - per questa intervista, avvenuta proprio durante i giorni d’inaugurazione della prima mostra Der Kunstmarkt - il mercato dell’arte.


Spazio Pane has just opened in the province of Frosinone, Campoli Appenino in Lazio. It is a place of contemporary art, good food - especially bread - and creativity. Culture, basically. And it was founded by three young people: Viviana Ciammetti and the brothers Marco and Sara Ciuffetta. And it is the latter, artist and curator, who becomes ambassador of the project and of the whole team - which she says is very close - for this interview, which took place during the opening days of the first exhibition Der Kunstmarkt- il mercato dell 'arte.


Sara, dove sei ora?


- In questo momento a Campoli Appennino (FR) con Marco e Viviana, la mia compagna. Abbiamo passato l’estate qui in vista del nostro progetto di Spazio pane. -

Sara, where are you now?

- Right now in Campoli Appennino (FR) with Marco and Viviana, my partner. We spent the summer here in view of our Spazio Pane project. -

Quando ci siamo sentite la prima volta eri vicina a dei campi, con i contadini che lavoravano: sei sempre stata legata alla natura?


- I rumori dei mezzi agricoli e persone che gridavano, venivano dalla strada vicino al centro del paese e di fronte allo spazio. Qui la vita contadina comprende anche il centro del paese e alcuni giovani ragazzi tornavano dalle campagne guidando il trattore. Sono sicuramente molto legata alla natura, crescere in un luogo del genere ti aiuta a conoscerla. Mi piace la pace che si trova qui, il rapporto che si crea con le persone, la sensazione di collettività e di comunità. La natura è parte integrante della gente di Campoli. Con gli amici qui si trascorrono giornate in montagna, feste in luoghi spersi, si organizzano escursioni, camminate. Lo abbiamo fatto tutti, sin da bambini. -


When we first phoned call you were close to the fields, with the farmers working: have you always been tied to nature?


- The noises of agricultural vehicles and people shouting, came from the road near the center of the village and in front of the space. Here the peasant life also includes the center of the village and some young boys were returning from the countryside driving the tractor. I am certainly very attached to nature, growing up in such a place helps you to know it. I like the peace that is found here, the relationship that is created with people, the feeling of collectivity and community. Nature is an integral part of the people of Campoli. Here you can spend days in the mountains with friends, parties in scattered places, organize excursions and walks. We have all done it since we were children. -

Spazio Pane

E l'arte quando l'hai scoperta?


- Ho scoperto che il colore era la cosa che mi affascinava di più sin da bambina, facevo la scuola materna e già dicevo che avrei studiato arte. Ho scelto l’Istituto d’arte e poi l’Accademia di Belle Arti, non so perché ma è stato sin da subito tutto molto spontaneo e soprattutto sentito. Devo dire che mi hanno sempre supportata in questo. -


And when did you discover art?

- I discovered that color was the thing that fascinated me most since I was a child, I was in kindergarten and I was already saying that I would study art. I chose the Art Institute and then the Academy of Fine Arts, I don't know why but it was all very spontaneous and above all felt right from the start. I must say that they have always supported me in this. -

Sei appunto anche artista, oltre che curatrice: con quale delle due versioni di te hai fondato Spazio Pane?


- Sì, sono un’artista per prima cosa. Ho sempre studiato e lavorato portando avanti le mie ricerche tra pittura, scultura in marmo, fotografia, performance. Ci tengo molto però a non limitare le possibilità che l’arte offre. Le idee sono sempre il primo passo della mia ricerca, poi le competenze, servono per riuscire a metterle in pratica. Con il tempo ho acquisito una serie di capacità specifiche perché, prima di tutto, ne avevo bisogno per la mia crescita professionale. Ho imparato a parlare del mio lavoro, a osservare anche quello degli altri, a mettermi in gioco, costruire scambi, collaborazioni. Organizzare mostre, allestirle. Nel mondo dell’arte c’è bisogno davvero di tanto e credo nel carattere multidisciplinare che oggi ha assunto a 360 gradi, per questo a volte, vesto anche i panni di curatrice ed organizzatrice di eventi d’arte contemporanea.

Spazio pane però lo abbiamo fondato in tre: Io, Marco e Viviana. Mio fratello è un artista anche lui ed è insegnante di scultura. Come me, ama la natura e il nostro paese di origine. La Torre Medievale o l’Area Faunistica dell’Orso del Parco Nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise oltre che il paese e la natura che lo circonda. È davvero un luogo da vedere. Anche le richieste dei turisti hanno sostenuto indirettamente la nostra idea. Viviana invece si occupa di gestione aziendale ed è appassionata di cucina, oltre ad essere anche lei molto legata al territorio per via dei nonni materni. -

You are also an artist, as well as a curator: with which of the two versions of you did you found Spazio Pane?

- Yes, I'm an artist first and foremost. I have always studied and worked carrying out my researches between painting, marble sculpture, photography, performance. However, I am very keen not to limit the possibilities that art offers. Ideas are always the first step in my research, then the skills are used to be able to put them into practice. Over time, I acquired a number of specific skills because, first of all, I needed them for my professional growth. I learned to talk about my work, to also observe that of others, to get involved, to build exchanges, collaborations. Organize exhibitions, set them up. In the world of art there is really a need for a lot and I believe in the multidisciplinary character that today has taken on 360 degrees, which is why I sometimes also take on the role of curator and organizer of contemporary art events. Spazio pane, however, we founded it in three: Me, Marco and Viviana. My brother is also an artist and is a sculpture teacher. Like me, he loves nature and our country of origin. The Medieval Tower or the Bear Wildlife Area of ​​the National Park of Abruzzo, Lazio and Molise as well as the town and the nature that surrounds it. It is truly a place to see. The demands of tourists also indirectly supported our idea. Viviana, on the other hand, deals with business management and is passionate about cooking, as well as being very attached to her territory because of her maternal grandparents. -

Spazio Pane


Quando è nata l’idea?


- Durante la quarantena e dopo un anno e mezzo di duro lavoro siamo riusciti a farla diventare realtà, grazie anche a tante persone che ci hanno sostenuto come Eleonora Bianchi, che ha seguito tutto il progetto. E molti altri, da Fare Utopie di Alessandro Rossi e Marta Latini per il design d’interno all’idraulico Domenico fino al team per la comunicazione con Marlene Mueller e Gloria Pallotta che ci seguono dalla Liguria. Siamo aperti da pochissimi giorni e già stiamo ricevendo una risposta positivissima anche più alta delle nostre aspettative. Crediamo molto: teniamo ai particolari e vogliamo che tutto sia come lo abbiamo sempre immaginato. Stiamo creando un team di curatori da diverse zone d’Italia e speriamo anche da più lontano, per ora Ilaria Monti che ha curato la mia prima mostra, Marlene Mueller che segue il mio lavoro da anni. Siamo affiatati e porteremo il nostro progetto sicuramente a risultati ottimi grazie a Peppe, panettiere giovane, creativo e con tanta esperienza. Sara invece, è la “super pasticcera”. Vanessa, romana d’origine, trasferitasi a Campoli Appennino già da più di 20 anni, è la nostra collaboratrice, affidabile e carinissima. Si occupa dell’accoglienza dei clienti di Spazio Pane ed è un punto di riferimento per la comunità. -


When did the idea born?


- During the quarantine and after a year and a half of hard work we managed to make it come true, thanks also to many people who supported us such as Eleonora Bianchi, who followed the whole project. And many others, from Fare Utopie by Alessandro Rossi and Marta Latini for the interior design to the plumber Domenico to the team for communication with Marlene Mueller and Gloria Pallotta who follow us from Liguria. We have been open for a few days and we are already receiving a very positive response even higher than our expectations. We believe a lot: we care about details and we want everything to be as we have always imagined it. We are creating a team of curators from different areas of Italy and we hope even further away, for now Ilaria Monti who curated my first exhibition, Marlene Mueller who has been following my work for years. We are close-knit and we will certainly bring our project to excellent results thanks to Peppe, a young, creative and experienced baker. Sara, on the other hand, is the “super pastry chef”. Vanessa, originally from Rome, who moved to Campoli Appennino for more than 20 years, is our reliable and very nice collaborator. She takes care of the reception of Spazio Pane customers and is a point of reference for the community. -

Ci descrivi lo spazio?

- Lo spazio è curato nei dettagli: è semplice, essenziale, come lo immaginavamo. I pavimenti grigio cemento per lasciare spazio ai colori dei prodotti, del pane e soprattutto dell’arte che ospiteremo.

Una parete evidenziata da un colore grigio più scuro e forte, si stacca visivamente dal resto come fosse un luogo a se ma inglobato perfettamente nel disegno del contesto. Diventa il contenitore che verrà dedicato per le opere degli artisti ospiti. I materiali usati sono essenziali, il legno dello scaffale del colore naturale del rovere, i lampadari di ferro grezzo non rifinito, il pavimento color cemento senza mattonelle. Tutto serve per lasciare spazio ai contenuti che sono il perno di tutto il progetto. L’arte degli artisti che inviteremo, sempre diversa, i prodotti tipici della zona (tartufi e formaggi), colorati come il Fragolino del liquorificio artigianale di Pescasseroli (AQ), interessanti come la genziana di montagna, le marmellate e i succhi di frutta stagionali, il miele o le birre, tutte artigianali. Entrando nel nostro spazio si sentono profumi incredibili del pane appena sfornato e si possono osservare lavori di artisti o conoscere i gusti riscoperti delle ricette tradizionali dei nonni. -

Can you describe the space?


- The space is studied in detail: it is simple, essential, as we imagined it. The concrete gray floors to leave room for the colors of the products of the bread and above all of the art that we will host.

A wall highlighted by a darker and stronger gray color, visually detaches itself from the rest as if it were a place in itself but perfectly incorporated into the design of the context. It becomes the container that will be dedicated to the works of the guest artists. The materials used are essential, the wood of the shelf the natural color of oak, the unfinished raw iron chandeliers, the concrete-colored floor without tiles. Everything serves to make room for the contents that are the pivot of the whole project. The art of the artists that we will invite, always different, the typical products of the area (truffles and cheeses), colored like the Fragolino of the artisan liqueur factory in Pescasseroli (AQ), interesting as the mountain gentian, jams and seasonal fruit juices, honey or beers, all artisanal. Entering our space you can feel the incredible scents of freshly baked bread and you can observe the works of artists or learn about the rediscovered tastes of the traditional recipes of grandparents. -

Pane, arte e vino: dovremmo tutti vivere di ciò?


- Certo, il cibo è condivisione. Sicuramente prima lo era di più, il cibo dei campi, quello fatto in casa, gustato con i tempi giusti, più lunghi e un bicchiere di vino. Il cibo è parte essenziale della storia e della tradizione del nostro paese, l’arte anche è necessaria all’uomo perché esiste dalla preistoria. Ci piace la semplicità che paradossalmente oggi appare la cosa più difficile da avere. Vorremmo creare un luogo dove “sostare” con il gusto e con la mente. -


Bread, art and wine: should we all live of it?


- Of course, food is sharing. Before, it was certainly more so, the food of the fields, the home-made one, enjoyed with the right times, longer and a glass of wine. Food is an essential part of the history and tradition of our country, art is also necessary for man because it has existed since prehistoric times. We like the simplicity that paradoxically today appears to be the most difficult thing to have. We would like to create a place to "stop" with taste and mind. -

Avete appena inaugurato la prima mostra: ce la racconti?


La prima mostra di Spazio Pane è nata da un mio progetto che inizia dal 2014 a Berlino, Città dove ho vissuto un paio di anni dopo gli studi in Accademia di Belle Arti di Frosinone. Il titolo dell’esposizione è dunque in tedesco Der Kunstmarkt che vuol dire “il mercato dell’arte”. Già il nome suggerisce il riferimento a un mercato diverso dagli altri, lontano dalla gente che non è del settore. L’arte ha un costo che non tutti possono permettersi, collezionare opere di artisti contemporanei presuppone meccanismi delicati e particolari. Nasce da questa considerazione: Berlino è una città piena di mercati all’aperto che ho vissuto molto. Sono luoghi affascinanti dove si può incontrare tutta la gente di città, le tradizioni, gli usi e i costumi. In Accademia avevo scritto una tesi sull’arte partecipata e relazionale, mi interessa molto questo aspetto teorizzato negli anni ’90. Molti artisti creavano progetti insieme alla comunità stessa, o la coinvolgeva in qualche modo.

Questa prima mostra dunque, è stata ideata a Berlino, in un momento di necessità. Vivere in una città sconosciuta e con pochi soldi non è facile. Mi sentivo un’artista troppo lontana da quel sistema strano di collezionismo, ero senza possibilità di guadagno. Quindi ho pensato di rivendere i miei disegni come fossero quei prodotti di cui necessitavo per vivere. Facevo copie veloci ed illustrate dei pomodori, delle zucchine, dei pisellini per condire la pasta, di tutto quello che acquistavo per esigenza. Ogni cosa a me necessaria diventava un disegno, parte di un lungo e aperto progetto di ricerca artistica. L’idea era quella di rivendere i disegni allo stesso prezzo dei prodotti disegnati, i pisellini li vendevo a 0,59 centesimi, le forbicine a 0,79. Con questa idea l’arte diventava accessibile a tutti, forse necessaria, comunque quotidiana. Inizialmente però è uno di quei progetti finiti nel cassetto, ci voleva un posto adatto per esporlo, un contesto coerente. Oggi questo luogo è Spazio Pane, nato 8 anni dopo. -


You have just inaugurated your first exhibition: can you tell us about it?


The first Spazio Pane exhibition was born from a project of mine that began in 2014 in Berlin, the city where I lived a couple of years after studying at the Academy of Fine Arts in Frosinone. The title of the exhibition is therefore in german Der Kunstmarkt which means "the art market". The name already suggests the reference to a market different from the others, far from people who are not in the sector. Art has a cost that not everyone can afford, collecting works by contemporary artists requires delicate and particular mechanisms. It arises from this consideration: Berlin is a city full of open-air markets that I have experienced a lot. They are fascinating places where you can meet all the people of the city, traditions, habits and customs. At the Academy I had written a thesis on participatory and relational art, I am very interested in this aspect theorized in the 90s. Many artists created projects together with the community itself, or involved it in some way.

This first exhibition, therefore, was conceived in Berlin, in a time of need. Living in an unknown city with little money is not easy. I felt like an artist too far from that strange system of collecting, I was without the possibility of earning. So I thought about reselling my designs as if they were the products I needed to live on. I made quick and illustrated copies of tomatoes, courgettes, peas to dress the pasta, everything I bought for need. Everything I needed became a drawing, part of a long and open artistic research project. The idea was to resell the drawings at the same price as the products they designed, the peas I sold for 0.59 cents, the earwigs for 0.79. With this idea, art became accessible to everyone, perhaps necessary, however daily. Initially, however, it is one of those projects that ended up in the drawer, we needed a suitable place to exhibit it, a coherent context. Today this place is Spazio Pane, born 8 years later. -

La prima mostra di Spazio Pane: Der Kunstmarkt - il mercato dell’arte


E si è evoluto?


- Sì. Ho ripreso i disegni, ne ho fatti degli altri, a Roma e a Campoli Appennino (dove vivo ora), i prodotti sono evidentemente diversi ma tutti hanno il prezzo reale di quelli raffigurati. Inutile dire che sono stati venduti quasi tutti, ad eccezione delle chiavi che sono molto più costose delle sottilette. Equivalgono al prezzo di affitto che pagavo nel 2014 a Berlino per la mia stanza: 360 euro. La mostra Der Kunstmarkt - il mercato dell’arte durerà fino al 2 di Ottobre e verrà allestita dei nuovi disegni che sostituiscono quelli venduti, ogni domenica pomeriggio. Come in un supermercato quando si riforniscono gli scaffali vuoti. Spazio Pane non è solo una galleria in una panetteria, ma si propone di creare relazioni, questioni, domande, possibilità, partecipazione, qualche volta provocazione. -

And how has it evolved?


- Yes. I took the drawings again, I made some others, in Rome and in Campoli Appennino (where I live now), the products are obviously different but all have the real price of those depicted. It goes without saying that almost all of them have been sold, with the exception of the keys which are much more expensive than the cheese slices. They are equivalent to the rent I paid in 2014 in Berlin for my room: 360 euros. The exhibition Der Kunstmarkt - il mercato dell’arte will last until the 2nd of October and new drawings will be set up to replace those sold, every Sunday afternoon. Like in a supermarket when stocking up on empty shelves. Spazio Pane is not just a gallery in a bakery, but aims to create relationships, issues, questions, possibilities, participation, sometimes provocation. -


Mi dicevi che avete in mente di rendere Spazio Pane anche una residenza. Quali artisti cercate?


- Sicuramente artisti professionisti con proposte interessanti in relazione allo spazio, che siano coerenti con il progetto e che possano stimolare dialogo, partecipazione. Sicuramente ne conosciamo alcuni che inviteremo, altri saranno scelti dal nostro team curatoriale in base all’attinenza ed alla ricerca, altri saranno scelti tramite call che vorremmo organizzare per quelli più giovani. -


You told me that you plan to make Spazio Pane also a residence. Which artists are you looking for?


- Definitely professional artists with interesting proposals in relation to the space, which are coherent with the project and which can stimulate dialogue, participation. We certainly know some that we will invite, others will be chosen by our curatorial team based on relevance and research, others will be chosen through calls that we would like to organize for the younger ones. -

Quali sono stati invece i personaggi punto di riferimento durante la tua formazione?


- La mia formazione è stata fondamentale, in Accademia ho avuto l’onore e la fortuna di conoscere persone, artisti e docenti come Maria Claudia Farina o come Ilaria Mariotti, curatrice e docente di storia dell’arte contemporanea ora a Milano. La prof.ssa Adele Cappelli che purtroppo è venuta a mancare l’anno scorso, mi sento di nominare soprattutto loro per non dilungarmi troppo. Per quanto riguarda la scultura in marmo, ho lavorato molto con Peter Rosenzweig a Berlino e sulle Alpi Apuane. Devo dire che alcune persone hanno davvero fatto la differenza per la mia vita professionale. -


Do you instead have the characters as a point of reference during your training?

- My training was fundamental, at the Academy I had the honor and the good fortune of meeting people, artists and teachers such as Maria Claudia Farina or Ilaria Mariotti, curator and professor of contemporary art history now in Milan. Prof. Adele Cappelli, who unfortunately passed away last year, I would like to mention them above all so as not to dwell too long. As for marble sculpture, I have worked a lot with Peter Rosenzweig in Berlin and in the Apuan Alps. I have to say that some people have really made a difference to my professional life. -

E oggi?


- Oggi, sono finalmente tornata tra Roma e Campoli Appennino dopo lunghi periodi in giro per l’Italia, Berlino, Belgrado. Devo dire che dopo circa un anno ho già conosciuto persone davvero stimolanti e professionalmente interessanti, fra questi sicuramente gli artisti Iginio De Luca, Sonia Andresano, Elena Nonnis. Per questo motivo ho deciso di prendere uno studio a Roma nel quale comincerò a lavorare a partire dal prossimo ottobre, insieme ad Elena. -


And today?

- Today, I finally returned to Rome and Campoli Appennino after long periods around Italy, Berlin, Belgrade. I must say that after about a year I have already met really stimulating and professionally interesting people, among them certainly the artists Iginio De Luca, Sonia Andresano, Elena Nonnis. For this reason I have decided to take a studio in Rome in which I will start working from next October, together with Elena. -

A thought for art.

Un pensiero per l’arte.


- Per restare in tema, come scrive Marlene Mueller per Spazio Pane: “L’arte è sopravvivenza, come il pane”. -


A thought for art.


- To stay on the subject, as Marlene Mueller writes for Spazio Pane: "Art is survival, like bread". -

Spazio Pane


Spazio Pane