• Ilaria Introzzi

Abbiamo scoperto il colore più forte di sempre nella palette (e non è il rosso)


Giovanni Boldini, Signora in rosa, 1916


Ho sempre considerato il rosa stucchevole. Una tinta, in tutte le sue sfumature, troppo leziosa e puerile, persino quando a indossare una camicia di quel colore è una persona con meno di 10 anni. E ancora oggi, almeno che non mi ricreda completamente, non vestirei mai un capo pink. Eppure da qualche tempo mi intriga. Mi affascina, specialmente nella decorazione d’interni, sugli oggetti. Persino sui lavori d’artista, dai dipinti realizzati per mano dei grandi maestri, fino ai pittori contemporanei, come Leo Ragno. Ultimamente lo trovo emotivamente attraente, ecco. Mi viene in mente una poesia di Umberto Saba, la quale al riguardo dice: “La bocca - che prima mise - alle mie labbra il rosa dell’aurora, ancora - in bei pensieri ne sconto il profumo”.


I have always considered pink to be cloying. A color, in all its nuances, too affected and childish, even when a person under the age of 10 wears a shirt of that color. And even today, unless I completely change my mind, I would never wear a pink garment. Yet it has intrigued me for some time. It fascinates me, especially in interior decoration, on objects. Even on the artist's works, from paintings made by the hand of the great masters, to contemporary painters, such as Leo Ragno. I find him emotionally attractive lately, that's it. I am reminded of a poem by Umberto Saba, which in this regard says: “La bocca - che prima mise - alle mie labbra il rosa dell’aurora, ancora - in bei pensieri ne sconto il profumo”.

Schiaparelli, Spring 2021 Couture Collection by Daniel Roseberry

Sorge un’urgenza, ovvero quella di saperne di più rispetto a questa nuance che, per ottenerla, a grandi linee prevede la mescolanza di rosso e bianco. Scopro quindi che in realtà non è sempre stato un colore d’appannaggio femminile. Piuttosto, pare che fino a tutto il Settecento, fosse prediletto tra gli uomini, i quali non solo lo indossavano ma lo preferivano anche sui tessuti d’arredamento, dalle tende alle tovaglie per intenderci. Il rosso era troppo forte per la vista, mentre il rosa donava un senso di pace pur comunicando allo stesso tempo sensualità, forza e passionalità. Era il blu, in quei secoli, a venire visto sulla donna, in particolare le bambine. Il motivo? Strettamente religioso: era (ed è) il colore del velo della Madonna.


An urgency arises, namely to find out more about this nuance which, to obtain it, broadly involves the mixture of red and white. I therefore discover that in reality it has not always been a female prerogative color. Rather, it seems that until the end of the eighteenth century, it was a favorite among men, who not only wore it but also preferred it on furnishing fabrics, from curtains to tablecloths so to speak. The red was too strong for sight, while the pink gave a sense of peace while communicating sensuality, strength and passion at the same time. It was blue, in those centuries, that was seen on women, especially girls. The reason? Strictly religious: it was (and is) the color of the Virgin's veil.

Leo Ragno, Remembrance of a youth, 2019

È con l’arrivo della borghesia, e lo sdoganamento del lavoro anche per le classi agiate, quindi dalla Rivoluzione Francese in poi, che il sesso maschile cambia registro e inizia a vestirsi con abiti dai toni scuri, perché colori ritenuti più sérieuse. Ed ecco il cambio di codici, anche in ambito moda, arredamento. Quello che oggi si definisce lifestyle. In sostanza: le donne incinte cominciano a dipingere i muri delle stanze per le future figlie di rosa, con corredo sur ton.

Elsa Schiaparelli lo rende chic, lo sdogana accendendolo, saturandolo. Nasce il fucsia nel Novecento, e diventa poi un colore da donna, certamente audace ma non più a uso esclusivo dei bebè. Mentre, in generale, l’uomo continua a vestirsi rigorosamente in dark shades, dove regnano grigi e neri. Anche l’arte moderna se ne accorge e li ritrae, nella loro nuova veste, certamente più professionale ma meno graziosa. La Golconde di Magritte del 1953 ne è l’espressione apicale.


It is with the arrival of the bourgeoisie, and the customs clearance of work also for the wealthy classes, therefore from the French Revolution onwards, that the male sex changes register and begins to dress in dark-toned clothes, because colors are considered more sérieuse. And here is the change of codes, even in the fashion and furnishing sectors. What today is defined as lifestyle. Basically: pregnant women begin to paint the walls of the rooms for future daughters pink, with a sur ton outfit.

Elsa Schiaparelli makes it chic, she clears it of customs by lighting it, saturating it. Fuchsia was born in the twentieth century, and then became a woman's color, certainly bold but no longer for the exclusive use of babies. While, in general, men continue to dress strictly in dark shades, where grays and blacks reign. Even modern art notices this and portrays them, in their new guise, certainly more professional but less graceful. Magritte's 1953 Golconde is its apical expression.


Lo scrittore francese Christian Bobin scrive circa il rosa: "Il rosa. Questo colore non entra mai in guerra e sembra sempre sul punto di svanire nell’invisibile”. E speriamo, a questo punto, che non scompaia mai: dà bellezza a qualsiasi età, in ogni museo, in tutte le case. Osare non è mai stato così un classico.

The French writer Christian Bobin writes about pink: "Pink. This color never goes into war and always seems on the verge of fading into the invisible." And we hope, at this point, that it never disappears: it gives beauty at any age. , in every museum, in every home.Dare has never been so classic.


René Magritte, Golconde, 1953