• Ilaria Introzzi

Questo accessorio non è più di moda e noi ve ne raccontiamo la storia

Théodore Géricault, Napoleone a cavallo, 1812 circa


Se in Harry Potter al tenero elfo Dobby viene dato un calzino per liberarlo dalla schiavitù presso la famiglia Malfoy, nell'antica Roma è il cappello a essere il simbolo di rivalsa degli oppressi. Il fatto è solo uno dei tanti passaggi percorsi dal copricapo nella storia. Storia che passa anzi, comincia, dalla preistoria. Pare infatti che la prima immagine di un essere umano con la testa coperta sia di 15 mila anni fa: lo testimoniano alcuni incisioni visibilità in una caverna a Lussac-les-Châteaux (Francia). Allora era uno strumento di difesa contro pericoli come la caduta di sassi. E per secoli l'accessorio moda paradossalmente più difficile da indossare - bisogna saper scegliere quello giusto, secondo il gusto ma anche il viso e taglio di capelli - ricopre esclusivamente un ruolo funzionale. Ad esempio, il primo cappello a falda, il cosiddetto petaso (nome, tra l'altro, non proprio fortunato), compare nell'antica Grecia per ripararsi dal sole.


If in Harry Potter the tender elf Dobby is given a sock to free him from slavery in the Malfoy family, in ancient Rome it is the hat that is the symbol of revenge of the oppressed. The fact is just one of the many steps taken by the headgear in history. History that passes, indeed, begins with prehistoric times. In fact, it seems that the first image of a human being with a covered head dates back to 15 thousand years ago: some engravings visible in a cave in Lussac-les-Châteaux (France) testify to this. Back then it was a defense tool against dangers such as falling rocks. And for centuries the paradoxically most difficult fashion accessory to wear - you have to know how to choose the right one, according to taste but also the face and haircut - only plays a functional role. For example, the first brimmed hat, the so-called petasus (name, by the way, not really lucky), appears in ancient Greece to shelter from the sun.


Quando una necessità viene soddisfatta si può cominciare a pensare alla sua interpretazione nella forma. Nasce l'estetica. E dal Rinascimento in poi si inizia a parlare di moda del cappello. Diventa quindi anche un vero e proprio elemento decorativo oltre che pratico, capace di completare qualsiasi look. Ecco perché ne vengono prodotti di tutti i tipi: in velluto, seta e pelliccia di castoro, arricchiti con gemme, piume, veli. A proposito di gemme, una breve interessante storia: A fine 1600 Luigi XIV, il Re Sole, chiede al suo madhatter di fiducia di incastonare un diamante da 35 carati sul suo copricapo: solo lui poteva metterlo a corte e a tavola, gli altri erano obbligati a levarsi il cappello. Luigi XIV estese anche l’uso del tricorno (un particolare copricapo con tre punte amato dagli imperatori, Napoleone Bonaparte su tutti che in particolare apprezzava la versione a due punte, ma inizialmente imbastito solo per militari e marinai), noleggiandolo a chi va in visita alla reggia di Versailles.


When a need is satisfied, one can begin to think about its interpretation in form. Aesthetics is born. And from the Renaissance onwards we start talking about fashion about the hat. It therefore also becomes a real decorative element as well as practical, capable of completing any look. That's why all kinds of them are produced: in velvet, silk and beaver fur, enriched with gems, feathers, veils. Speaking of gems, a brief interesting story: At the end of 1600 Louis XIV, the Sun King, asked his trusted madhatter to set a 35-carat diamond on his headdress: only he could put it at court and at the table, the others were obliged to take off his hat. Louis XIV also extended the use of the tricorn (a particular headdress with three points loved by the emperors, Napoleon Bonaparte above all but initially basted only for soldiers and sailors), renting it to those who visit the palace of Versailles.

Modelle degli anni Venti indossano la cloche


Gli anni trascorrono e le rivoluzioni si consumano sia politicamente parlando sia all'interno dei guardaroba. Specialmente quelli femminili. Durante l'800 i cappelli da donna sono opulenti, sfarzosi. Alcuni modelli vengono talmente tanto arricchiti di orpelli da risultare volgari. E, soprattutto, non vengono mai tolti, almeno che non si sia nell'intimità della propria stanza. E non per regola fissa: è una questione di etichetta. Infatti è solo dalla fine della Seconda Guerra Mondiale che le teste dell'uomo e della donna possono girovagare scoperte: less is more. Ma la tappa di stile fondamentale è un'altra e viene qualche tempo prima, con l'unico scopo di mettere fine ai colpi di testa ottocenteschi. Ancora Francia, a Parigi. Fine primo decennio del Novecento: la donna si libera dagli ornamenti, dalle costrizioni. Nasce la cloche. Creata nel 1908 a Parigi nell'atelier dalla modista Caroline Reboux, diventa un oggetto iconico vestito dalle femmes più alla moda dell'epoca. E non sono solo quelle appartenenti all'aristocrazia. Tra le clienti più affezionate della Reboux emergono i nomi di attrici, ad esempio. La più affezionata? Marlene Dietrich. Linee minimaliste, giuste per un cappello dallla foggia piccola, spesso abbinato a tagli di capelli molto corti e netti.


The years pass and the revolutions are consumed both politically speaking and within the wardrobes. Especially the female ones. During the 19th century, women's hats were opulent, sumptuous. Some models are so enriched with frills as to be vulgar. And, above all, they are never removed, unless you are in the privacy of your own room. And not as a fixed rule: it is a question of etiquette. In fact, it is only since the end of the Second World War that the heads of men and women can wander around discovered: less is more. But the fundamental style stage is another and comes some time earlier, with the sole purpose of putting an end to nineteenth-century head shots. Again France. End of the first decade of the twentieth century: the woman frees herself from ornaments, from constraints. The cloche is born. Created in 1908 in Paris in the atelier by the milliner Caroline Reboux, it becomes an iconic object dresserà by the most fashionable women of the time. And it's not just those belonging to the aristocracy. Among the most loyal customers of Reboux, the names of actresses emerge, for example. The most affectionate? Marlene Dietrich. Minimalist lines, just right for a hat with a small shape, often combined with very short and clean haircuts.

Marlene Diertrich nel film The Devil is a Woman, 1935


Una volta intrapresa la strada verso la liberazione da eccessi di cattivo gusto, la donna si diverte a osare, indossando anche tese più larghe, appropriandosi addirittura copricapi maschili. Specialmente il fedora. Chic direbbero alcuni.

Oggi quale valore estetico assume il cappello? Posto che risulta sempre utile per coprirsi e proteggersi dagli elementi della natura, il suo ruolo è sempre più accessorio e viene messo in discussione ogni stagione in passerella e dalla moda tutta. In alcuni casi viene considerato anche un di più, quando pare non rivesta alcun ruolo utile. Un peccato, perché fa parte della storia del costume e quella storia l'abbiamo scritta noi.


Once embarked on the road to liberation from excesses of bad taste, women enjoy daring, even wearing wider brims, even appropriating men's hats. Especially the fedora. Chic some would say.

What aesthetic value does the hat take today? Given that it is always useful to cover up and protect oneself from the elements of nature, its role is increasingly accessory and is questioned every season on the catwalk and by fashion as a whole. In some cases it is also considered a more, when it does not seem to play any useful role. A pity, because it is part of the history of the costume and we wrote that history.