• Ilaria Introzzi

La vincitrice di Milano Moda Graduate Giulia Barbieri racconta la collezione "Look Over"




Giulia Barbieri


A 24 anni, Giulia Barbieri è la fashion designer toscana vincitrice dell’ultima edizione di Milano Moda Graduate. Il concorso, indetto dalla Camera Nazionale della Moda Italiana, ha scelto la creativa fautrice del progetto Look Over. Gli abiti presentati muovono dal Prada Mode, un club itinerante che di anno in anno cambia città e nel quale artisti, scrittori e designer si trovano per confrontarsi in maniera creativa su temi e problemi di rilevanza globale, ad esempio come fare integrare popoli diversi, attraverso talk, arte, musica e teatro. A Nouvelle Factory racconta le sue passioni, i progetti per il futuro e un amore speciale per una certa Miuccia.

At 24, Giulia Barbieri is the tuscan fashion designer who won the latest edition of Milano Moda Graduate. The competition, organized by the Camera Nazionale della Moda Italiana, has chosen the creative proponent of the Look Over project. The clothes presented move from Prada Mode, a traveling club that changes city from year to year and in which artists, writers and designers meet to discuss creatively on topics and problems of global importance, for example how to integrate different peoples, through talk, art, music and theater. To Nouvelle Factory she talks about her passions, plans for the future and a special love for a certain Miuccia.



Giulia, hai scelto di intraprendere la carriera di fashion designer tre anni fa, quando hai scoperto la moda. Cos'è successo?


- Ho intrapreso la carriera della moda tre anni fa. Mi sono presa un anno sabbatico dopo le superiori e ho viaggiato: sono stata in Inghilterra ad imparare la lingua e in altri luoghi dell’Europa. Al mio ritorno sapevo che volevo studiare design ma non avevo ancora bene in mente quale settore. Sicché mi sono messa a leggere un po’ di libri di introduzione al design e ho iniziato ad andare a vedere le università di vario genere fino a quando non sono entrata per la prima volta in quelle specializzate nella moda allora lì ho capito che volevo studiare moda. Quei tavoloni per creare modelli così grandi, le aule piene di macchine da cucire, i manichini insomma tutto l’insieme creava quell’atmosfera che mi ha fatto sentire l’odore di appartenenza. E così mi sono tuffata in questo mondo tanto vasto che porto con me da tre anni con grande curiosità. -


Giulia, you chose to pursue a career as a fashion designer three years ago, when you discovered fashion. What happened?


- I started the fashion career three years ago. I took a gap year after high school and traveled: I was in England to learn the language and in other places in Europe. On my return I knew that I wanted to study design but I still didn't have a clear idea of ​​which sector. So I started reading some introductory books to design and I started going to see universities of various kinds until I entered for the first time in those specialized in fashion then there I realized that I wanted to study fashion . Those tables to create such large models, the classrooms full of sewing machines, the mannequins in short, the whole thing created that atmosphere that made me feel the smell of belonging. And so I plunged into this vast world that I have been carrying with me for three years with great curiosity. -


Alcuni look di Look Over di Giulia Barbieri


Durante l'ultima settimana della moda hai vinto il concorso Milano Moda Graduate, con il progetto Look Over. Per realizzarlo ti sei ispirata alla Harlem dei primi del ‘900, che ha dato vita all’Harlem Renaissance, un movimento artistico-culturale di afroamericani che chiedevano la parità con i bianchi. Qui è nato il jazz, i primi scrittori neri, i primi artisti di colore. E poi cerano le flapper girls, il proibizionismo. Come mi hai detto: veniva celebrata l'inclusione, e non l'omologazione. Quali tessuti hai scelto, come hai deciso di imbastirli, per dare vita a questo lungo racconto?


- La scelta dei materiali è stata abbastanza ardua volevo unire tessuti dell’epoca con tessuti comunque innovativi e sostenibili. Nella ricerca ho girato diversi stock e contattato diverse aziende. Poi un pomeriggio alla ricerca sempre dei materiali mi sono imbattuta in un negozietto di Firenze che stava facendo una svendita e sono entrata ed ho iniziato a cercare lì, il proprietario mi ha portato nel magazzino dove erano presenti tessuti vecchi di 40 anni che stavano per andare al macero e ho individuato subito quelli più adatti. Il leitmotiv della collezione come si può ben vedere sono i check e i colori che mi hanno subito rimandato all’Harlem Renaissence, il popolo nero, i bluesmen, i jazzisti hanno sempre cercato la strada per distinguersi e per questo usavano molti colori e fantasie nel vestirsi e così creavano il loro stile. Alla fine sono riuscita a prendere questi tessuti che appunto sarebbero andati al macero e quindi a unire sia l’aspetto sostenibile che quello del passato. Inoltre, ho unito l’aspetto della pelletteria creando diversi tipi di accessori. -


During the last fashion week you won the Milano Moda Graduate competition, with the Look Over project. To make it happen, you drew inspiration from the Harlem from the early 1900s, which gave birth to the Harlem Renaissance, an artistic-cultural movement of African Americans who demanded equality with whites. Here jazz was born, the first black writers, the first black artists. And then there were the flapper girls, prohibition. As you told me: inclusion was celebrated, not homologation. Which fabrics did you choose, how did you decide to baste them, to give life to this long story?


- The choice of materials was quite difficult, I wanted to combine period fabrics with innovative and sustainable fabrics. In the research I shot several stocks and contacted several companies. Then one afternoon always looking for materials, I came across a small shop in Florence that was doing a sale and I went in and started looking there, the owner took me to the warehouse where there were 40 years old fabrics that were about to go pulp and I immediately identified the most suitable ones. The leitmotiv of the collection as you can see are the checks and colors that immediately sent me back to the Harlem Renaissence, the black people, the bluesmen, the jazzmen have always looked for the way to stand out and for this they used many colors and fantasies in dressing and so they created their own style. In the end, I managed to take these fabrics that would have gone to waste and therefore combine both the sustainable aspect and that of the past. In addition, I combined the look of leather goods by creating different types of accessories. -


Un look di Look Over di Giulia Barbieri


Prima di incontrare la moda hai fatto e visto tutto. Ultimamente tra le tue passioni c'è il jazz. Lo usi anche sottofondo per creare i tuoi progetti? Sei più da bozzetto oppure cuci direttamente sulla modella?


- Adoro il jazz e l’atmosfera che crea, quella carica giusta un pò bohémienne e un pò rivoluzionaria. Sì, spesso ascolto jazz quando creo ma vario molti generi perché tutto è fonte di ricerca e ispirazione. Preferisco il bozzetto anche perché prima di arrivare ad una conclusione cambio idea milioni di volte. -


Before you met fashion you did and saw everything. Lately, jazz has been one of your passions. Do you also use underlay to create your projects? Are you more of a sketch or do you sew directly on the model?


- I love jazz and the atmosphere it creates, the right charge that is a little bohemian and a little revolutionary. Yes, I often listen to jazz when I create but I vary many genres because everything is a source of research and inspiration. I also prefer the sketch because before reaching a conclusion I change my mind millions of times. -



Quali sono le altre tue passioni e come contribuiscono al tuo processo creativo?


- Tutto fa parte del mio processo creativo: l’arte, la musica, i viaggi, la conoscenza, i libri, i mercatini vintage, le passeggiate, le mie esperienze, le persone sì le persone sono i soggetti che influiscono di più su di me perché quando creo ho sempre un’idea ben precisa della persona che voglio vedere addosso il mio lavoro, che si concretizza. -


What are your other passions and how do they contribute to your creative process?


- Everything is part of my creative process: art, music, travel, knowledge, books, vintage markets, walks, my experiences, people yes people are the subjects that influence me the most. me because when I create I always have a very precise idea of ​​the person I want to see my work on, which becomes concrete. -


Mood board, Look Over, Giulia Barbieri


Quando non pensi alla moda cosa fai?


- Non esiste che io non stia pensando alla moda perché tutto quello che faccio si riflette in quello che creo. Comunque cosa faccio di solito: sto all’aria aperta amo la natura quindi dedico molto tempo a passeggiate in campagna e da poco ho iniziato a fare il mio orticello; da qualche mese ho iniziato a fare surf (è fantastico!); sto con gli amici e spesso andiamo a degustazioni di vini o semplicemente nelle cantine o enoteche a passare qualche ora del weekend. Siamo toscani quindi amiamo il vino. Vado a veramente tantissime mostre e gallerie amo l’arte in tutte le sue forme e a piccoli concerti. Ovviamente ho 24 anni quindi anche io vado a ballare e a vivere la notte. -


When you don't think about fashion what do you do?


- There's no way I'm not thinking about fashion because everything I do is reflected in what I create. However, what I usually do: I am outdoors I love nature so I dedicate a lot of time to walks in the countryside and I have recently started to make my own vegetable garden; a few months ago I started surfing (it’s fantastic!); i am with friends and often we go to wine tastings or simply in cellars or wine bars to spend a few hours on the weekend. We are Tuscan so we love wine. I go to really many exhibitions and galleries, I love art in all its forms and to small concerts. Obviously I'm 24 so I'm also going to dance and live the night. -



Tornando a Look Over, immagino tu abbia creato parte del lavoro durante la quarantena. L'idea iniziale è mutata durante quel periodo oppure sei riuscita a mantenere fermi gli elementi essenziali della collezione?


- Look Over è cambiato miriadi e miriadi di volte soprattutto i bozzetti e la quarantena è riuscita a farmi sviluppare al meglio quello che stavo facendo. Ho creato circa 40 bozzetti per far uscire una collezione di 6 outfit, si decisamente sono una persona eclettica. I capi saldi del progetto però non sono mutati sapevo che l’integrazione, l’harlem renaissance e la mia lotta sociale non sarebbero cambiati. Look Over rappresenta il mio viaggio e l’incarnazione del passato nel futuro, questo non poteva cambiare. -


Going back to Look Over, I guess you created some of the work during the quarantine. Did the initial idea change during that period or did you manage to keep the essential elements of the collection in place?


- Look Over has changed myriads and myriads of times especially the sketches and the quarantine has managed to make me better develop what I was doing. I created about 40 sketches to release a collection of 6 outfits, yes I am definitely an eclectic person. The firm leaders of the project, however, have not changed. I knew that integration, the harlem renaissance and my social struggle would not change. Look Over represents my journey and the incarnation of the past in the future, this could not change. -



Quali sono i tuoi punti di riferimento nella moda?


- Vivienne Westwood tutta la vita: grandissima donna, stilista e attivista. Prada. “Miuccia” riesce sempre a infondere passione e creatività in tutto quello che fa. Jill Sander, Alanui, Etro, Gucci… sono molti i miei punti di riferimento. -


What are your reference points in fashion?


- Vivienne Westwood forever: she is a great woman, fashion designer and activist. Prada. "Miuccia" always manages to instill passion and creativity in everything she does. Jill Sander, Alanui, Etro, Gucci… there are many of my points of reference. -


Hai dei progetti per il futuro?


- Al momento sto facendo uno stage alla maison Etro, avevo già preso accordi con loro prima della vittoria al MMG (Milano Moda Graduate). Spero di continuare questo viaggio all’interno delle varie case di moda. Ora non mi sento pronta a creare una mia linea. Voglio continuare a formarmi lavorando e poi vedremo cosa accadrà. -


Do you have any plans for the future?


- At the moment I am doing an internship at the Etro maison, I had already made arrangements with them before the victory at the MMG (Milano Moda Graduate). I hope to continue this journey within the various fashion houses. Now I don't feel ready to create my own line. I want to continue training by working and then we'll see what happens. -


Giulia Barbieri

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