• Ilaria Introzzi

Il fattore duende di García Lorca e le vincitrici di ITS 2020

“… il duende ferisce, e nella cura di questa ferita che non si rimargina mai risiede l’insolito, quanto c’è di inventato nell’opera di uomo.” È questo lo spiritico creativo secondo Federico García Lorca, autore di un libricino - Gioco e teoria


del duende (Adelphi) - davvero utile se, come mestiere, si ha a che fare con le Arti, dalla pittura, alla scrittura, passando per la moda. Ed è questa figura misteriosa, un po’ bruttina, a fare parte di quel trittico che ha del miracoloso quando un pittore finisce un dipinto, un poeta dà alle stampe la sua poesia e uno stilista porta a termine la sua collezione. Al duende si aggiunga infatti la musa e l’angelo custode. Ma attenzione, gli ultimi due, da soli, non valgono un granché secondo García Lorca. È necessario questa sorta di folletto, per trovare l’ispirazione, portare avanti un progetto e concluderlo.


“… the duende wounds, and in the cure of this wound that never heals lies the unusual, what is invented in the work of man.” This is the creative spiritist according to Federico García Lorca, author of a little book - Gioco e teoria del duende (Adelphi) - really useful if, as a profession, you have to do with the Arts, from painting, to writing, passing through fashion . And it is this mysterious, somewhat ugly figure that is part of that triptych that is miraculous when a painter finishes a painting, a poet prints his poetry and a designer completes his collection. In fact, the muse and the guardian angel should be added to the duende. But beware, the last two, alone, aren't worth much according to García Lorca. This kind of elf is needed to find inspiration, carry out a project and finish it.



Inconsapevolmente e idealmente usano il duende anche i giovani fashion designer che hanno calcato la passerella digitale, almeno per quest’anno, dell’ultima edizione di ITS 2020 (International Talent Support), kermesse voluta da Barbara Franchin, giunta alla sua 19esima edizione. Dalla cerchia di 36 finalisti annunciata a maggio di questo’anno, i quali dovevano realizzare progetti sul tema Here we Belong, le vincitrici sono Olivia Rubens, che ha guadagnato il premio principale ITS Fashion Award powered by Allianz, e Syna Chen, stilista cinoaustraliana che si è portata a casa il parere positivo della stampa. Per gli accessori, le borse di Clara Chu hanno colpito per la loro estetica, colorata e bold.

Unknowingly and ideally, even the young fashion designers who walked the digital catwalk, at least for this year, of the latest edition of ITS 2020 (International Talent Support), an event conceived by Barbara Franchin, now in its 19th edition, use duende. From the circle of 36 finalists announced in may of this year, who were to carry out projects on the theme Here we Belong, the winners chosen are Olivia Rubens, who won the main ITS Fashion Award powered by Allianz, and Syna Chen, chinese-australian designer who took home the positive opinion of the press. For accessories, Clara Chu's bags impressed with their colorful and bold aesthetic.


Una creazione della vincitrice Olivia Rubens per ITS 2020



La giuria, composta da artisti del calibro di Kiki Smith, oltre che da esperti del settore ovviamente come Carlo Capasa e Paola Antonelli, curatrice del Dipartimento di Architettura e Design del MoMa, nel momento di valutare l’operato di questi giovani designer ha certamente cercato il duende. Quell’illuminazione che fa notare che Rubens, con le sue creazioni, ha dato ed espresso qualcosa in più rispetto agli altri talenti. Per la cronaca, la collezione della canadese ha come titolo Duplicitous Live, ed è realizzata con materiali di scarto e biodegradabili. La giovane si è immersa nella contemporaneità e ne ha fatta espressione di sé e della sua idea di stile. Mettendo nel suo lavoro tutta la passione che era in grado di comunicare.


The jury, made up of artists of the caliber of Kiki Smith, as well as experts in the sector such as Carlo Capasa and Paola Antonelli, curator of the Department of Architecture and Design of the MoMa, in the moment of evaluating the work of these young designers certainly tried the duende. That illumination that points out that Rubens, with his creations, has given and expressed something more than other talents. For the record, the canadian's collection is titled Duplicitous Live, and is made with waste and biodegradable materials. The young woman immersed herself in the contemporary world and made it an expression of herself and her idea of ​​style. Putting all the passion she was able to communicate into her work.


Un outfit del progetto di Sana Chen per ITS 2020



“… con duende è più facile amare, comprendere, ed è certo essere amati, compreso.” Ecco allora che aprirsi al mondo, come fanno ogni anno questi ragazzi, e pensarlo in abiti, diventa un gesto d’amore, di appartenenza a un’arte, quella della moda, che è effimera. E quindi necessaria, parafrasando un postulato di Lea Vergine, sull’arte in generale. Attraverso tessuti, forme, silhouette, cuciture e sperimentazioni; colori, sfumature, applicazioni… insomma, tutto ciò che è utile al fine di costruire una storia in abiti, emerge l’animo personale e critico di una generazione, quella di ITS (ma anche degli altri concorsi), consapevole e che non si arrende. Come il duende che è in noi. S’impari a riconoscerlo e a condividerlo.


“… with duende it is easier to love, to understand, and it is certainly to be loved, understood.” Hence, opening up to the world, as these guys do every year, and thinking about it in clothes, becomes a gesture of love, of belonging to an art, that of fashion, which is ephemeral. It is therefore necessary, to paraphrase a postulate by Lea Vergine, on art in general. Through fabrics, shapes, silhouettes, seams and experiments; colors, shades, applications… in short, everything that is useful in order to build a story in clothes, emerges the personal and critical soul of a generation, that of ITS (but also of the other competitions), aware and that does not give up . Like the duende that is in us. You learn to recognize it and share it.


Una borsa di Clara Chu per ITS 2020


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